UNA SETTIMANA DA DIO

La Cri - 16 marzo 2015

Sono ancora viva. Dolorante, mal di gola come solo pochi draghi posso avere e febbre, ma viva.

Cominciamo dal principio.

LUNEDÌ

Lunedì mattina è andata come è andata.
Lunedì sera Poldino inizia ad essere stranito e a mangiare meno. Gli misuro la febbre: ce l’ha. Non alta ma ce l’ha.

Lunedì notte la febbre fa un salto pure da Cro, ma a gamba tesa: 39, tiè!
Sentivo che tremava e faceva versi strani ma all’inizio pensavo fosse Shaqui che stesse sognando!

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MARTEDÌ

Sarebbe arrivato mio fratello. Lui, che per motivi di lavoro in 7 anni è venuto a Roma solo una volta senza nemmeno riuscire a vedere casa, sarebbe finalmente venuto a trovarmi approfittando del fatto che doveva accompagnare degli Omini dell’Oman a Roma per degli incontri. Non ho mai capito che lavoro faccia esattamente mio fratello, ogni volta prova a spiegarmelo ma boh, non ci arrivo, e mi perdo alla seconda frase. So che lavora nel turismo a contatto con tour operatori stranieri.
L’ho chiamato dicendo di non portarsi la borsa da calcetto (partita prevista con Cro quella sera) che tanto a casa avrebbe trovato un giocatore moribondo e un nipote che non si è capito bene che abbia, nel dubbio scagazza di qua e di la, tossisce  e non mangia.

Il resto della mia giornata è passata a fare IL NON PLUS ULTRA e pure di più, per tutti.
Sono uscita 30 volte facendo uscire Shaqui, avventurandomi nel farmacie-tour e andando a trovare il medico di base con la segretaria più lenta del mondo. Mentre contemplavo la DI LEI lentezza ho notato che c’era ancora un presepe allestito.

Al millesimo rientro a casa i due pazienti dormivano. Ne ho approfittato per farmi un bagno flash (di quelli che non hai tempo di riempire la vasca quindi fai la doccia seduta) puntando monitor e webcam verso il malato più grave, quello adulto e vaccinato.
L’ho visto agitato lamentandosi che ero in bagno. Ho quindi ho acceso da remoto le musichine e le stelline sul soffito.

la sera pizza col fratellozzo facendo fonta che fossi fresca come una rosa. Mentre gli altri dormivano abbiamo tentato invano di vederci GRAND BUDAPEST HOTEL, film scaricato apposta per il suo arrivo ma nell’ordine:

– dalla tv non si sentiva l’audio

– dal pc con Windows Media Player si bloccava

– con VLC si vedeva in verticale

…altro?

a metà film, e all’enneismo blocco scena ci siamo dati la buonanotte.

MERCOLEDÌ

Fratello in giro per Roma con gli omini dell’Oman. Per me si è ripetuta la stessa cosa di martedì. Poldino conferma febbre e tosse. Si è deciso. E conferma la totale voglia di non aprire bocca durante i pasti. Solo latte di PURA RAZZA ARIANA. Niente latte e biscotti. Niente camomilla, niente succhi. Solo latte.
Allatta shaqui, colazione a Poldino, croccantini a Cro. Ah no, croccantini a Shaqui, biberon a Poldino, colazione a Cro. Tachipirina agli ultimi due, ma attenzione, solo per quello piccolo è una supposta, non sbagliare.
La suocera nonna-romanica viene a fare da assistente mezza mattinata, giusto il tempo di stare con Poldino mentre io faccio uscire Shaqui per l’ennesima volta. Poi ce la siamo cavata da soli.
Fratello torna per un caffè al volo sotto casa presentandomi gli Omini dell’Oman di cui uno, ABDULAZIZ, gentilissimo, mi regala un oggetto del luogo. Io, stanca e sorpresa tiro fuori un inglese da far paura:

“MA NOO! YOU DON’T!”

che non vordí niente se non : MA NOO, TU NON!
Mi han guardata strana. Molto strana. Quello che volevo dire era “Grazie, non dovevi” ma mi è uscito così. che devo fa?

Cro ancora febbre alta, Poldino bassa con digiuno che persiste.

Mentre dormono rifaccio uscire Shaqui che nel fratemmpo trova un bastone per disarcionare tutti quei ciclisti che ogni volta che passano sfrecciando a cento all’ora maledicono la gente che va a spasso coi cani e occupa il sentiero.

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GIOVEDÌ

Un leggero mal di gola inizia a farsi sentire. Cro con placche che non riesce a parlare, Poldino che tossisce talmente tanto che a una certa sono andata da lui a chiedergli dove nasconde le sigarette.

Pomeriggio da pediatra: conferma Bronchite Poldica. Vince 4 areosol al giorno, più antibiotico e antinfiammatorio. Ah, e vince anche un secondo controllo venerdì prossimo, il 20 marzo, il compleanno di Poldino. Che bello! Ho chiesto alla dottoressa se alla torta ci pensa lei.

io distrutta do medicine a tutti e prima di accorgermi che stavo per fare l’areosol a Shaqui è lui che mi ferma e col guinzaglio in mano mi ricorda che dovrebbe uscire. Azz…è vero.

Prima di cena in via del tutto eccezionale e rapidissima, addormentati entrambi, sono riuscita a prendere uno spritz sotto casa col fratellone.

VENERDÌ

Cro in via di guarigione, non più delirante da febbre , ma delirante e basta. Saluto il fratello che parte con una colazione ad hoc e ritorno a casa a ripetere l’iter di wonder woman.
Il mal di gola si fa sempre più forte.
Poldino manifesta ancora del razzismo: solo latte, bianco e puro.

Venerdì sera: mi sento la febbre ma non la provo. A che serve?

SABATO

Faccio uscire un’ultima volta Shaqui la mattina e poi alzo bandiera bianca. SCAMBIO DI RUOLI tra me Cro. Con la piccola differenza che a Poldino ci ho pensato io lo stesso. Ecco parliamone: o fai la mamma o fai quella con 38 di febbre. Entrambe le cose non si possono fare, dorebbero vietarlo nel regolamento. Dovrebbero avvisarti di questa clausola prima di firmare il contratto a progetto Poldino. dov’è finita la storia che se stai male stai a letto tutto il giorno? Perchè non vale più?

Quindi dolorante, con gola infame provo a fargliela a venire a Poldino invece…la fame. Ma mi rendo conto che se io sto così e non voglio mangiare posso immaginare che la stessa cosa valga per lui

La sera, dopo l’ultimo biberon, allettata con Poldino a fianco che si addormenta solo se mi tira i capelli, non ho nemmeno la forza di alzarmi per mangiare qualcosa. E alla fine arriva lui, Cro, con un contenitore a mo’di vassoio, una tazza di camomilla attaccata col nastro biadesivo, una minitorcia attaccata e giuro…c’erano che dei biscotti, ma me li so magnati prima di scattare la foto. Della serie – MAC GYVER SPICCIAME CASA- Piccolo inconveniente però è stato che per finire di berla  ho dovuto inclinare tutto il vassoio.

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DOMENICA

Dopo aver sognato di scappare su un’isola deserta con una tachipirina e un bicchier d’acqua (ricordandomi però di non prendere quelle per Poldino, a supposta), mi sveglio e sono più morta che viva. Ma provo ad andare avanti tentando di far mangiare Poldino, intrattenendolo con la Pimpa per fargli i mille areosol e provando a giocare un po’ con lui per fargli venire più fame.

Mac Gyver de’noartri nel frattempo ha detto NO AL COLESTEROLO e SI AL NASTRO BIADESIVO e ha costruito una scaletta per nani che non arrivano al bordo del box.

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HA VINTO LUI.

 

Evviva Poldino, evviva Mac Gyver e in nastri biadesivi, evviva dire YOU DON’T, evviva Shaqui che è andato a comprarci le medicine in farmacia.

 

4 comments

  1. Fantastica come sempre! Spero, nel frattempo, che tu ti sia un pochino ripresa… e se hai bisogno di un viaggio, soprattutto in treno, non esitare a contattarmi che te lo prenoto io, ormai sono esperta…. :-)))))) un bacione

    1. Grazie! Ma che, qui tutti in via di guarigione tranne me. Sono qui con febbre mal di gola e mascherina da giapponese fobico che provo a fare operazioni di pace tra Poldino e le pappe.

      Se il treno porta all’isola deserta vengo subito!

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