SHAQUI-ISTRUZIONI PER L’USO (Una guida per mamme)

La Cri - 24 aprile 2015

Sono mamma di un Poldino, ma sono anche dobermann munita. Ricordiamolo.

Essere contemporaneamente entrambe le cose vuol dire destreggiarsi tra la potenza, l’esuberanza, e la “Pluto-presa” di uno, e la piccolezza, la curiosità verso il NON COMMESTIBILE, la voglia di buttarsi a volo d’angelo dal divano dell’altro.

Vuol dire dividersi tra la pappa di uno e i croccantini dell’altro, senza confondere il quadrupede.Vuol dire non parlare più con sè stessi quando metti i croccantini dentro la ciotola dell’acqua appena riempita o quando per fare il brodo vegetale poldico, al momento di scolare le verdure, dimentichi di mettere qualcosa sotto per salvare il brodo. (DOH!)

Vuol dire coccolare uno senza dimenticare l’altro. Vuol dire dividere i giochi e i pupazzi, quelli di Poldino nel box, quelli di Shaqui sparsi per casa. Li riconosci subito: quelli di Shaqui sono mozzati e dubiti possa essere stato Poldino, ancora senza denti.

Vuol dire far capire a Shaqui la delicatezza di Poldino e insegnare a Poldino ad aver rispetto per Shaqui. Vuol dire essere responsabile della loro convivenza.
E infine vuol dire anche essere guardata con sospetto e perplessità dalle altre mamme quando vai in giro con entrambi.

Appunto: Le mamme e Shaqui. Parliamone.

Ci sono tre diversi tipi di mamma:  .

LA MAMMA CHE CRESCE IL BAMBINO CINOFOBO

– Mamma, mamma! Guarda! Un cavallo! Posso accarezzarlo?
– No Isidoro, NON TOCCARLO CHE TI MANGIA.

 

Utilizzando immagini splatter e horror questo tipo di mamma va subito al sodo. Non dice “ti morde” per evitare che il bambino possa pensare che sia solo un semplice morsetto. Dice esattamente “Ti mangia” spegnendo ogni curiosità infantile nei confronti del cane. A volte, peggio ancora, il bambino nemmeno sembra interessato, ma la madre, avvistando il lupo cattivo avvicinarsi ammonisce il figlio: “NON SPORCARTI COL FANGO O TI FACCIO MANGIARE DA QUEL CANE“, utilizzando Shaqui come terribile punizione e  insegnando così, in modo irreparabile, ad aver paura dei cani.

La risposta da da dare in questi casi è:” Non si preoccupi…ha già mangiato “.

Infine c’è l’ultima e pessima frase, la peggiore in assoluto. Peggiore in quanto PERICOLOSA.

“SCAPPA CHE TI MANGIA”

Con questa frase si riesce contemporaneamente a

1) terrorizzare il bambino facendogli credere che Shaqui sia un mostro pronto ad acciuffarlo di default, a prescindere.  “Siccome esisto quel cane mi vuole prendere”. Questo è quello che pensa.

2) Far scattare l‘impulso predatorio  intrinseco in ogni cane.   Ovvero ad accendere quella pulsione che invita tutti i predatori, dal chihuahua all’alano ad inseguire chiunque si comporti come una “preda”. E la prima caratteristica che ha una preda qual è? LA FUGA! Esatto. Brava mamma. Se poi la fuga è accompagnata da urla e striduli, HAI FATTO TOMBOLA. Un cane abituato a stare con i bambini molte volte riesce ad inibire questo impulso, ma si parte dal presupposto che tu il cane in questione NON LO CONOSCI. Urlare “CORRI FORREST, CORRIIII CHE TI MANGIA” è la cosa più pericolosa che un genitore possa fare.

LA MAMMA CHE CRESCE IL BAMBINO KAMIKAZE

– GUARDA CHE BEL CAGNONE, CORRI AD ACCAREZZARLO!

cincilla-e-bambino-disegno
Questo tipo di mamma è l’estremo opposto della prima. Ha una confidenza eccessiva verso i cani. Ma come tutti gli estremi, anche qui si sbaglia alla grande. Se lanci la faccia di tuo figlio verso il bel cagnone, che di sicuro è al guinzaglio e non può evitare l’impatto, stai lanciando il pupo verso una situazione ad alto rischio. Il cane infatti eviterebbe volentieri  di essere pacioccato, abbracciato e sbaciucchiato da umanini che non conosce e vedendosi “aggredito” (dal suo punto di vista “corrergli incontro mettendogli  le mani addosso” è un’aggressione in piena regola), potendo si scanserebbe e se ne andrebbe un po’ più in là: ma se è trattenuto dal guinzaglio non è affatto escluso che vada in autodifesa. Può ringhiare, può dare una zampata  e, in casi estremi, può anche mordere. Magari solo con l’intenzione di dare una pizzicata di avvertimento…ma siccome il bambino ha solitamente la faccia all’altezza della testa del cane (nel caso di Shaqui sarà ad altezza zampe) se la pizzicata se la prende proprio lì i risultati sono spiacevoli. E qui la differenza tra chihuahua e alano, tra Piccolo Aiutante di Babbonatale e Shaqui, si vede. La zampata del primo può esser vista come un tenero graffietto. Quella di Shaqui può essere equiparata alla ZETA di Zorro.

Shaqui è abituato a stare in mezzo a alla gente e, ultimamente anche con i bambini, urlanti e scalcianti. Ma resta comunque un cane di 50 kg. Prima di lanciare tuo figlio verso IL CAVALLO NERO A FORMA DI BATMAN, chiedi sempre SE PUOI FARLO. Magari ha appena litigato con un altro cane ed è ancora agitato. Magari è concentrato su delle tracce e non si accorge che l’umanino sta arrivando. Magari è in pace e sta dormendo. O magari è tranquillo e allora non c’è nessun  problema, anzi!

 

LA MAMMA “UHMM…”

“Mamma, posso accareazzare QUEL cane?”
“Uhmmm…”

La mamma dell’ultimo tipo è una via di mezzo delle due. Non è detto che ami cani, anzi, magari ne ha paura. Ma li rispetta. Può comportarsi in due modi: continuare  a camminare senza cambiare strada nella più totale indifferenza. Rimane tranuilla (ma guardinga) lei e rimane tranquillo Shaqui. La vita continua per entrambi, e i suoi figli rimarranno con la curiosità di aver visto passare un canecavallo. Oppure può essere una di quelle che che adora tutti i pelosi a 4 zampe e gli piacerebbe che suo figlio imparasse ad amare gli animali ma su Shaqui ha qualche perplessità. Il suo aspetto non lo aiuta: alto, nero, fiero, con le orecchie da Batman. E se solo capita che incroci qualche suo acerrimo nemico (due cani maschi del quartiere) si prova anche l’ebbrezza di sentire il suo ringhio. Roba che in confronto il verso di Predator è un usignolo. Ho provato a spiegargli di ringhiare più dolcemente, ma niente, non lo fa. L’unica salvezza per quest’ultima mamma è Poldino. Spostando lo sguardo dal TERRIBILE DOBERMANN al SORRIDENTE (senza denti) POLDINO, la sua espressione da perplessa e spaventata diventerà incuriosita e quasi fiduciosa.

“MAMMA POSSO ACCAREZZARLO'”

“UHMMM..NON SAPREI.”

ma la delusione del bambino fa prendere coraggio alla mamma

“POSSIAMO ACCAREZZARLO?”

Ed è con questa semplice e doverosa domanda che si può intevenire, aiutando mamma e figlio a imparare il giusto approccio verso un cane a forma di Shaqui che non conosci (ma in generale qualsiasi cane).  Non si deve correre, ne tanto meno venirgli incontro urlando. Bisogna avvicinarsi lateralmente,  fermandosi a debita distanza allungando una mano per farsela annusare e poi,  se il cane non dà segni di fastidio, si finisce con QUALCHE carezza sul collo e sul petto. NON sulla testa. La felicità che i cani provano con  carezze sulla testa è la stessa che abbiamo noi quando all’alba dei 30 anni la nonna ci pizzica le guance in continuazione.
Con un approccio di questo tipo è molto difficile che il cane si senta minacciato. Nel mio caso particolare l’unica “controindicazione” che può avere Shaqui è che, una volta capito che sei un omino buono, vuole farti LE FESTE. Ma le feste di shaqui sono a effetto PLACCAGGIO RUGBY. Si alza in piedi, doppiando l’altezza del bambino e arrivando a salutare la madre. A quel punto tocca a me anticipare le sue feste, che seppur giocose, non sono molto delicate.

approccio corretto al cane

Ed è così e

SOLO così, che si impara ad aver conoscenza e rispetto per i cani. La convivenza in città tra loro e i bambini diventa di anno in anno un fenomeno sempre più crescente e non sarebbe male se qualche ora a scuola fosse dedicata proprio a questo argomento. Solo conoscendo il loro comportamento si può averne rispetto, riuscendo così a corstruire una CONVIVENZA SERENA tra due esseri molto simili: curiosi, desiderosi di correre, giocare, e assaggiare Plut…

NOOOOO Poldino lascia stare Plutooo!

bimbi e cani

Evviva Poldino, Evviva le mamme che prendono coraggio e i bambini che apprendono. Evviva Shaqui…solo per intenditori

(Non sono una addestratrice di cane né tantomeno un’etologa. Sono semplicemente una mamma cane gigante-munita e certe cose ormai SO come funzionano. Per le nozioni prettamente tecniche ho in parte usato come fonte Valeria Rossi e il suo www.tipresentoilcane.com)

photocredits:
  • www.tipresentoilcane.com
  • http:lacaricadei101.blogspot.it

10 comments

  1. Io appartengo alla categoria del posso accarezzarlo, prima chiedo sempre che non si sa mai. Purtroppo molta gente é prevenuta di fronte a certe tipologie di cani, soprattutto per le brutte storie che si raccontano nei telegiornali! 🙂

    1. Bravissima. Va sempre chiesto IL PERMESSO, per sicurezza. E purtroppo hai ragione, le brutte storie dei telegiornali non aiutano. Poi se si va a vedere nel particolare si tratta sempre di “errore umano”. O cani lasciati perennemente nei recinti senza possibilità di socializzare o bambini non controllati.

      1. Infatti, penso anch’io che le persone dovrebbero informarsi meglio prima di credere ad ogni notizia! Ultimamente, poi, sto argomento dei pregiudizi mi sta molto a cuore 😀 Un caro saluto e buona notte 🙂

        1. Vero, dopo il titolo choc poi salta sempre fuori che il bambino è stato lasciato solo col cane, o che nessuno lo controllata ed è andato nel recinto o nella cuccia, o dettagli analoghi.
          I cani non sono pupazzi, mantengono istinti atavici di protezione del territorio e di reazione a ciò che per loro è una minaccia.
          La colpa è sempre e sono degli adulti che non vigilano

  2. Anche io chiedo sempre al padrone il permesso e anche mio figlio lo fa, mettendo anche in atto le strategie non correre, non fare gesti bruschi, far annusare la mano porgendola con lentezza, niente carezze sulla testa o sulla gola
    Non voglio un figlio terrorizzato ma nemmeno uno che non sa gestire le situazioni e che si mette in pericolo

  3. Ciao
    post interessante. Ottimi consigli. Vero nelle scuole va insegnato come ci si deve comportare davanti a un cane. Per fortuna che Hay Lin è una cagnolona buona ma mi è capitato di bambini che si buttavano addosso ad Hay Lin, uno le ha perfino schiacciato la coda mentre lei era coricata alla cassa della libreria……..per fortuna che Hay Lin è stata ferma e tranquilla perché se faceva del male al bambino la colpa era solo di Hay Lin e non del bambino che le ha pestato la coda.

  4. Ahahhah io avevo, non 1, ma ben 2 maremmani a casa dei miei: madre (classe 1998) e figlio (classe 2000). La prima è morta nel 2012 e il secondo questo febbraio, due MATUSALEMME se si considera che un maremmano vive massimo 10 anni. E hai colto nel segno! I cani non sono oggetti e non sono nemmeno mostri. Ma animali, più addomesticati e più dolci e buoni di altri (spesso anche degli umani), ma pur sempre animali e vanno trattati con rispetto, attenzione e senza fobie! Io con due molossi super pelosi ne ho sentite e viste di tutti i tipi :)!

  5. A me è successo invece un “disguido tecnico” con un gatto: viveva nel condominio accanto al nostro, io l’avevo accarezzato un sacco di volte senza problemi. Un giorno ero con mia figlia di 2 anni che lo ha visto sdraiato (ma sveglio) e mi ha chiesto se poteva accarezzarlo. Io le ho detto di sì, conoscendolo. Invece lui l’ha graffiata, e ora, a quasi 4 anni, scappa di fronte ai gatti…. e ai cani di taglia “simil gatto”. Poi i padroni del micione mi hanno spiegato che si fa accarezzare solo dalle donne…. mah! Se è vero è abbastanza imprevedibile. Quindi attenzione anche ai gatti!

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