POLDINO E IL TEST D’INGRESSO

La Cri - 4 settembre 2015

PREFAZIONE

Scrivo o non scrivo? Scrivo o non scrivo?

A parte il poco tempo e la debolezza che mi sta annientando, mi sto chiedendo se ha senso scrivere un post ironico e divertente su Poldino quando, credo l’abbiate notato tutti, vedi ovunque immagini e foto-choc di bambini poco più grandi di lui ai quali è stato tolto il diritto di ricordare in futuro vicende d’infanzia su cui ridere sopra. Pubblicazioni di foto a oltranza ai limiti del morboso “per sensibilizzare la gente”. Giusto o non giusto, non sto qui a sindacare. Penso solo che tutti noi dovremmo essere già sensibilizzati da tempo e se non lo siamo c’é qualcosa che non va. E non basta pubblicare una foto per dare un’ umanità a chi ne è priva. È davvero la foto che ci serve altrimenti non capiamo la situazione?  Non lo so più a questo punto. A quanto pare forse sì. In ogni caso io non riesco più a guardarle. Provo un dolore e uno schifo mai provati che mi assalgono e mi fanno sentire tremendamente in colpa. Non ho nessun merito per essere nata nella parte fortunata del mondo e non lo ha Poldino. Così come quei bambini non hanno nessuna colpa per essere nati nella parte più sfortunata. Una roulette russa che non guarda in faccia a nessuno e che pochi ricchi e potenti hanno imparato a domare e a mantenere perchè fa comodo lo STATUS QUO. Ma non è di certo questo blog la sede dove parlare di queste cose.

Qui parlo di Poldino, Poldina, Shaqui e me. Provo a far sorridere, quanto meno provo a sorridere da sola scrivendo. Mi serve. Quindi contintuo.


Poldino aveva un compito delle vacanze: imparare a camminare da solo.  Un po’ per aiutare la mia pancia e la mia schiena stremate dal continuo sollevarlo e prenderlo in braccio, in parte perchè me l’hanno proprio detto al nido! “Cercate di insegnargli a camminare perchè se a settembre ancora non lo fa non può passare alla classe successiva“, quella 1-2 anni dove ci sono bambini che corrono e per questioni di sicurezza e praticità se Poldino ancora preferisce star seduto è meglio che stia coi più piccoli. Insomma a un anno e mezzo (tra poco) ha già una materia di recupero e un possibile rischio BOCCIATURA. Ha vinto.

Convinta che entro settembre avrebbe imparato non mi sono allarmata più di tanto, ma l’obbiettivo FAR CAMMINARE POLDINO rimaneva in cima alla lista.

Talmente in cima che dopo due settimane passate in Maremma dove aveva fatto pochi progressi, abbiamo deciso di dirottare la rotta verso Roma a favore della Liguria, in quella casa distante dal mare 164 scalini, dove c’erano i miei, faceva meno caldo e soprattutto mi avrebbero aiutato a conquistare l’obiettivo.

Da che siamo arrivati è partito un lavoro di squadra commovente. Mio padre, Il nonno-rock, ha avvisato tutta la sua “compagnia dell’ombrellone” , un mix tra torinesi, genovesi e “pavesini”

“QUESTO è MIO NIPOTE POLDINO, DOBBIAMO INSEGNARGLI A CAMMINARE O VIENE BOCCIATO”.

Il carisma trainante del nonno poldico ha fatto sì che quello che era solo un mio punto fisso diventasse lo scopo e l’obiettivo di tutti quelli dello stabilimento balneare. Appena arrivati in spiaggia Poldino passava di mano in mano, a chi capitava e si faceva “lunghe” sessioni di camminata. Prima con due mani, poi con una sola, prima la sinistra poi la destra. Sempre più metri percorsi. I progressi iniziavano a farsi vedere. Camminava spostando sedie, tavolini carrelli. Ogni appoggio era buono. E quando abbiamo ritenuto fosse pronto, si è provato a farlo andare senza mani, mettendolo a una certa distanza da un appoggio sicuro. Bastava un solo passo, FATTO DA SOLO, per arrivarci. Tutti in coro:

“DAJE POLDINO, DAJEEEE!”

Ma niente. Nonostante il DAJE torino-genovese risultasse buffo e simpatico..Non si è mai staccato. Puntava al suolo  o faceva chiaramente capire che voleva tornare indietro.

E mentre Poldino faceva ripetizioni con i vari nonni e zii acquisiti della spiaggia, intorno a me ovviamente vedevo solo bambini-prodigio. Tutti anagraficamente più piccoli d Poldino. C’era chi camminava, chi faceva il passo alla “moon walking”, chi volteggio, parallele e travi, chi già aveva un vocabolario ricco fatto di MAMMA, PAPÀ, NONNO, NONNA e CLORURO DI POTASSIO, chi mangiava da solo il vasetto di frutta SENZA SPORCARSI (giuro)! E poi c’eravamo io e Poldino, che non solo non mangia da solo, ma nemmeno je va de magna cose che non siano la solita pappa. Ho provato a dargli pezzi di pizza, focaccia, gelato: assaggia, schifa e gira la testa. O pappa o niente e solo in orario pasti. Se gli offri pezzettini di pane, biscotto o frutta è il primo che ti imbocca. “MAGNATELO TU, TE LO DO VOLENTIERI”. Nell’offrire da mangiare agli altri è RE INDISCUSSO e se da da grande vorrà aiutare i volontari della mensa della Caritas non avrà problemi.

Poi è arrivato quel giorno, quando preso da compassione, HA FATTO IL PASSO. Era appoggiato a un tavolino, doveva raggiungere il divano con un semplice passo. L’ha fatto! Ma no, non si è staccato. Si è messo sul fianco e ha fatto il passo di lato senza aver dovuto staccare nessuna mano. Insomma ha capito che il passo di lato viene più lungo che un passo di fronte. HA TROVATO LA SOLUZIONE: GENIO.

Così ho capito che forse quando andrà al nido non camminerà ma ha degli assi nella manica che secondo me possono valere come punti di credito

  • SPIRITO DEL PROBLEM SOLVING: oltre al passo di lato, c’è da menzionare il discorso della sabbia sulle mani che gli fa schifo. Un giorno ha lanciato fuori dalla stuoia tutti i suoi giochi, non volendo andare a riprenderli con le mani che ha fatto? Ha preso la paletta e se li è portati a sè: you’re a genius! Potrei anche ricordare alle maestre quando, mesi fa, quando ancora non gattonava, l’avevo messo in un angolo del tappeto e all’altro angolo avevo messo in bella mostra un giochino: al secondo tentativo aveva capito che se tirava il tappeto prendeva il giochino senza spostarsi: genius again.

 

  • ACQUATICITÀ: non cammina, ma fa le immersioni ed è uno dei pochi che è andato fino alla boa, a 20 metri da riva (forse perchè ero l’unica mamma che ce lo portava). Ci è andato in mille mosi col canotto, col salvagente, col ciuccio e col sorriso! Se non era in mare, era nella sua piscinetta gonfiabile a parlare dentro il secchiello e con altri pesci gioco. Per fargli sentire meno caldo gli facevo cadere secchiellate d’acqua in testa, e lui IMPASSIBILE, continuava a fare le sue cose. Era l’unico che correva (sempre tenendolo per le mani) verso le onde col mare mosso. L’unico. Lui e l’acqua in simbiosi. Varrà pur qualcosa no? Se portassi la piscinetta al nido?
  • acquaticità, bambini e acqua

 

  • BUSINESS MAN: Ha preso il treno un’infinità di volte. Talmente tante che più che lo spirito da viaggiatore gli sta venendo lo spirito da PENDOLARE. Per la precisione un pendolare in business class con solo riviste di settore: non mi daranno punti di credito anche per questo?iaggiare con bambini, business class, treno e bimbi

 

  • FUCK THE SYSTEM: Non dice parole come MAMMA o PAPÀ.  Il “MEMME” barese che diceva random a qualsivoglia cosa è sparito. Non si sa dove.  Il DADA e l’ABBLEAH rimangono ma non li ho ancora tradotti.  Però. Ci son due PERO’: ha inventato un suo personalissimo verso della felicità:

    “YAGHI! YAGHI!” 

che urla sorridendo ogni volta che è entusiasta per qualche cosa, quando vede lo zaino da trekking per fare i 164 scalini ad esempio (non  così felice era chi doveva portarlo). Ma soprattutto ha pronunciato VOLUTAMENTE la sua prima parola CON COGNIZIONE DI      CAUSA. Ha detto….NO!

La prima parola di Poldino è stata un NO! Ottimo.  Poldino #fuckthesystem può risultare interessante al nido anche se non cammina?

Ci  rimane poco per saperlo. Molto poco: sto per portarlo ora.  Di venerdì, così se viene rimandato ha due giorni per metabolizzare la cosa con un sonoro ESTICAZZI! DECIDO IO QUANDO è ARRIVATO IL MOMENTO DI CAMMINARE DA SOLO, NESSUN ALTRO.

mare e bambini

 

Vi aggiornerò a riguardo.

Evviva Poldino, evviva le soluzioni geniali, Evviva YAGHI YAGHI!

 

13 comments

  1. No va beh svegliarsi, prendere il caffè, iniziare a lavorare e poi vedere nella casella mail il tuo post.
    Lacrime e risate, questa sei tu, splendida

    Evvai Poldino ce l’hai fatta!

  2. FENOMENALE!!! Rispecchia in pieno il ritratto del genio fatto da Gandhi (e ripreso da Jobs): “…the ones who are crazy enough to think they can change the world, are the ones who do.”

  3. Poldino è un genio e non si discute. E soprattutto viva i NO e i #fuckthesystem !!! Deciderà lui quando camminare e soprattutto: ESTICAZZI lui troverà sicuro una soluzione alternativa :D!!!

    PS: ormai il nonno poldico è diventato uno dei miei personaggi preferiti!!!!

  4. Che altro aggiungere se non Fantastico Poldino!! Sicuramente le maestre saranno benevole perché ad un piccolo di quell’età che è già nella fase fuckthesystem non si possono mettere freni…

  5. Mi sono fatta due risate che van sempre bene! Poldino e Frignolo potrebbero essere un’accoppiata a delinquere, che dici li facciamo incontrare?
    Ti avviso il dialogo potrebbe essere più o meno questo:
    Frignolo: Oh, oh, oohhh
    Poldino: Yaghi, yaghi
    Frignolo: Oh, oh, ohhh. Papà, papà (che vuol dire qualsiasi essere animato sulla faccia della terra)

  6. Bellissimo racconto estivo 🙂 Ma adesso sono curioso di sapere come è andata a scuola. E se magari, nell’ambito del #fuckthesystem, Poldino abbiamostrato il dito alla maestra che lo invitava a camminare 😀

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