Ominouovo perchè è l’unica cosa che riesco a disegnare.  Un cerchio, due lunette, una bocca che ride, due braccia alzate e due gambe. AVOJA  a tavoletta grafica e impegno. Più di così non riesco.

Giallo perchè il primo OMINOUOVO l’ho disegnato su un post-it al lavoro, per far sorridere una collega che ne aveva bisogno. Non è un giallo qualunque. E’ giallo POST-IT.

“OMINO UOVO” perchè è la prima cosa che mi è venuta in mente una volta finito. E’ un omino a forma di uovo, ma anche no. Ma ormai l’ho chiamato così e non si torna indietro.

Ominouovo perchè non ha molto senso, come molte delle cose che facciamo, ma se lo osservi, anche solo qualche istante, un sorriso ti viene.

Ominouovo non perchè io sia così: serena, sorridente, semplice e…gialla. Ma è come vorrei essere (soprattutto gialla). E’ come vorremmo essere un po’ tutti e ci sono i giorni felici in cui ce lo ricordiamo e ci prefissiamo obiettivi “DA OGGI MAI PIù SPRECO DI TEMPO”DA OGGI VIVRO’ OGNI ISTANTE” ” DA OGGI GUARDERò LA VITA IN MODO DIVERSO”  e la doccia diventa un momento di riflessioni profonde in cui ci sembra di avere scoperto il vero segreto della vita. Poi ci sono i giorni in cui te lo dimentichi, in cui le cose ti sembrano tutte difficili e basta un piccolo imprevisto per mandare a cagare tutto e tutti. Quando le cose vanno bene, quando si è felici, è più facile avere coraggio e provare a cambiare. E se non lo si è? E ci troviamo in quel periodo dove meno gente vedi meglio è, in cui senti di essere diverso da tutti e questi tutti proprio non li vorresti vedere. Quel periodo che spesso coincide col ritorno al lavoro dopo le ferie e in cui ti chiedi: “Cosa ci faccio io qui? Chi è questa gente? Non c’entro nulla con loro.”

Quei momenti in cui metti in dubbio il tuo passato – “cosa sarebbe stato se” – o deleghi la tua felicità al futuro se -“chissà se riuscirai a”-. E’ in questi momenti che ti serve un OMINOUOVO, anche solo da guardare. Un sorriso su uno sfondo giallo, niente di più. Non risolve le cose, ma senza che tu te ne renda conto per un attimo, un breve attimo, avrai messo da parte insofferenze e preoccupazioni.

La vita è una, ed è ORA.  Ora mentre scrivo. Ora metre leggi. Basta un sorriso per non sprecare questo attimo, anche se a te di sorridere proprio non  ne hai voglia. Guardalo qualche istante, guardalo con quelle braccia alzate, contento e felice per cosa non si sa, magari per un sacco di motivi, magari per nessuno. Una semplice felicità. E per un attimo ti senti così anche tu. E hai voglia di esserlo davvero e capisci che può bastare veramente poco:

– un piatto di pasta che ti piace

– uno spritz (aridaje co sti spritz) dopo il lavoro, anche se sei di fretta

– una canzone, un libro o un film, in compagnia o con te stesso

– un gioco con tuo figlio

Un ominouovo su un post-it.

E poi riprendi la tua vita con le sue inevitabili e quotidiane problematiche. Ma sai che per un attimo, anche breve, ti sei concesso una tua personale  felicità, una di quelle ad occhi chiusi e braccia alzate. Come Poldino ora, che a volte piange sì, ma basta poco per ominouovizzarlo. Ecco, forse se ricordassimo come facevamo… ad essere sempre così intendo, ominouovizzati in quel primo anno di vita, non avremmo bisogno di cercare la felicità per tutto il resto del tempo.

A questo dovrebbe servire l’OMINOUOVO, a ricordarlo. Una volta ogni tanto almeno.

Evviva Poldino. Evviva l’Ominouovo2013-11-21 10.44.50

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