MATERNITA’ ANTICIPATA: UNA SU MILLE CE LA FA (tutorial)

OminoUovo - 2 luglio 2014

Questo post è dedicato a tutte le commesse incinte (anche se non sono dobermann munite o pendolari va bene uguale).

Da quando è nato Poldino di colpo il mondo intorno a me si è riscoperto INCINTO. Amiche, colleghe, conoscenti, tutte con la stessa sindrome da donna-pancia, quella che ti fa passare nove mesi stranissimi pieni di nausee, stanchezza, sbalzi ormonali che in confronto chi soffre di personalità multiple sta ‘na favola. Tutte in dolce attesa insomma e tutte a chiedermi “MA COME CAXXO SI FA AD ANDARE IN MATERNITà ANTICIPATA?”

La maternità anticipata è quella che ti permette di stare a casa anche prima del settimo mese se hai una gravidanza a rischio o se hai un LAVORO A RISCHIO ovvero pericoloso, insalubre o faticoso. (a questo link trovi l’elenco dei lavori considerati a rischio). Il mio, 8 ore ferma in piedi in un negozio aperto fino alle 21.00/ 22.00  364 giorni l’anno (Natale si salva), rientra nell’ultima categoria, lettera G,  quella de “i lavori che comportano una stazione in piedi per più di metà dell’orario di lavoro o che obbligano ad una posizione particolarmente affaticante“. Scoperto di aspettare Poldino ho detto  “finchè sto bene vado avanti“. Ma al quinto mese e mezzo nonostante avessi ancora una mini-pancia le forze iniziarono piano piano a mancarmi. Ho chiesto lo sgabello ma per “questioni estetiche” non è stato concesso. Allora sai che c’è? Me ne vado in maternità. Il difficile non è stato il procedimento in sè ma capire quale fosse! Barcabenandomi tra ASL, CAAF e responsabile del personale nessuno riusciva a dirmi come dovessi fare. C’era chi mi diceva di rivolgermi all’ispettorato del lavoro, chi a San Nicola, chi a Padre Pio. Alla fine grazie a uno studio approfondito in rete e una lunga chiacchierata con l’operatore 0981 dell’INPS ho capito cosa andava fatto:

 

procedimento A) se fai un lavoro che comporta dei rischi devi andare alla DIREZIONE TERRITORIALE  DEL LAVORO (per il Lazio in via Maria Bringhetti) con un normale certificato di gravidanza, modulo scaricato dal sito e  un documento sulla valutazione dei rischi rilasciato dalla tua azienda. E’ fondamentale prendersi delle ferie per fare tutto questo e non malattia per fargli lavorare la pratica. Tu commessa o cuoca o marinaia devi e puoi sfruttare questo procedimento. E’ semplice e diretto. Lo sfrutta solo il 10% delle aventi diritto perchè la GENTE NON SA, le AZIENDE NON SANNO e gli stessi OPERATORI PUBBLICI NE SONO IGNARI.  Prima di arrivare a quell’operatore 0981 ne sono passati altri che mi hanno detto di eseguire il procedimento B. Se poi, come è successo a me, malauguratamente ti trovi nel bel mezzo di un passaggio aziendale,i moduli spariscono e i tuoi capi scompaiono ma anche se ci fossero NON SAPREBBERO non puoi fare altrimenti.

procedimento B) Devi mentire . Ma non preoccuparti: lo Stato lo sa! Devi farti dare un certificato di gravidanza a rischio da un ginecologo del S.S.N..Come farselo dare se non sei a rischio? A parte le nausee e il fatto che piangi a mezzanotte perchè la cioccolata che ti ha portato il marito non l’ha confezionata una marmotta la tua è una gravidanza ottimale. Come fare quindi? Nessun problema, spieghi tutto al ginecologo del S.S.N. il quale scrive su un certificato che non stai tanto bene di utero (in effetti se te la prendi con la marmotta bene non stai). Con questo certificato vai al reparto di Medicina Legale della tua ASL di competenza che a sua volta ti rilascia un foglio in duplice copia: una da dare al datore di lavoro, una all’Inps. La cosa buffa è che tale procedura va fatta ogni 30 o 60 gg a seconda di cosa ti scrive il ginecologo sul certificato. E la cosa ancora più buffa è che TUTTI SANNO CHE NON è VERO! Stai benissimo. Al posto che sopperire a un’evidente falla del sistema legata a un’ignoranza generale preferiscono continuare a fare una cosa molto più lunga, dispendiosa e soprattutto non corretta ma che tutto sommato” funziona”. Lo stesso ginecologo, quando le porsi i miei dubbi a riguardo, mi ha detto che purtroppo “così fan tutti“.  Se poi becchi l’unico ginecologo SINCERO che non vuole farti il certificato allora beh…millanta di un indurimento di pancia e se proprio non basta fatti un dobermann e minaccialo.

 

A parte gli sherzi, il “così fan tutti è stato spiazzante. Così fan tutti perchè non ci si informa. Così han fatto molte mie colleghe con mestieri anche più pesanti perchè le loro aziende non le hanno informate o le stesse aziende non sono state munite degli strumenti necessari per procedere. Non ci informiamo noi e non si informano gli addetti ai lavori. Ancora ricordo quando ho dovuto cazziare l’omino del CAF  avendo in vivavoce al telefono la signorina dell’Inps che mi dava ragione. (vedi mio post LASCIAPASSARE A38).

I mezzi ci sono, le leggi anche. Dobbiamo essere solamente cazzuti a tal punto da farli valere e soprattutto da farli conoscere.

p.s. In tutto questo mare di diritti ho scoperto che la maternità anticipata può essere data anche a quelle donne-pancia affette da PENDOLARISMO (giuro, si chiama così). Il pendolarismo è:

un congedo anticipato a tre mesi prima quando sussistono una o più delle seguenti condizioni:

  1. distanza considerevole (indicativamente oltre 100 km complessivi tra andata e ritorno);
  2. tempo di percorrenza elevato (indicativamente oltre due ore tra andata e ritorno);
  3. numero e tipo di mezzi di trasporto utilizzati (due o più mezzi).

In pratica solo per il punto 2 e 3 la quasi totalità delle donne-pancia romane e pendolari potrebbe usufruirne (e anche tutte le pendolari delle grandi metropoli soffocate dal traffico). Ma non chiedetemi cosa si deve fare in questo caso perchè proprio non lo so. Immagino tu debba dimostrarlo. Forse devi farti un selfie ad ogni fermata o video del tragitto monitrato da cronometro oppure ti mandano a casa un’ispettore che si fa allegramente andata e ritorno con te oppure ancora….non si fa nulla di tutto ciò e ti dicono di metterti in gravidanza a rischio. APPUNTO.

 

Spero di essere stata d’aiuto il più possibile per le prossime donne-pancia con lavori faticosi.

Spero di aver fatto venire voglia di informarsi un po’ di più e di non lamentarci solamente.

Ringrazio una mia amica, Alessandra, incinta e caparbia, che è mi ha dato una dritta per questo post ed è una delle poche che è riuscita a far valere il PROCEDIMENTO CORRETTO

I link di seguito (uno della regione Veneto l’altro della regione Lombardia) sono fatti bene e spiegano meglio,dalla A alla Z, come dove quando e perchè della MATERNITà ANTICIPATA.

REGIONE VENETO

REGIONE LOMBARDIA

 

Potrebbero esservi d’aiuto.

Evviva Poldino, Evvia il pendolarismo.

 

 

21 comments

  1. Pensare che ci sono Paesi in cui c’è anche il diritto alla “paternità”…
    D’altra parte io ho messo su un po’ di panza per solidarietà, dovrei stare a casa pure io con mia moglie 🙂

  2. Vedo che è passato un po’ di tempo, ma ho trovato questa pagina perché sto appunto cercando il “modo giusto” per andare in maternità anticipata…. sono un tecnico di laboratorio, mi sono state date mansioni alternative, ma….FINTE….nel senso che, essendoci un locale alternativo, sono stata “parcheggiata” lì, me senza niente da fare. Me ne fregherei se non fosse che devo farmi 40+40 km al giorno di macchina+treno per arrivare al lavoro con un altro bambino a casa. L’ispettorato del lavoro dovrebbe vigilare, ma non gli è stato mai comunicato il mio stato di gravidanza né quello delle colleghe che hanno avuto figli negli ultimi….20 ANNI!!!!!! Credo non ci sia alternativa all’opzione mentire, ma è giusto chiedere ad un ginecologo un certificato medico non proprio vero???? E se segnalo all’ispettorato come dimostro di non avere niente da fare? E soprattutto….. quando rientrerò al lavoro quanto impiegheranno a licenziarmi??????

    1. Ciao Camilla, hai fatto benissimo a scrivere. Concordo con te che CI DEVE ESSERE PER FORZA UN’ALTERNATIVA A MENTIRE! Vai all’Ispettorato del lavoro della tua circoscrizione, comunica il tuo stato di gravidanza facendo riferimento anche a quanto ci metti ogni giorno per andare al lavoro. Purtroppo per l’ultima domanda…non ho risposta. Io mi sono dimessa prima che mio figlio facesse un anno.

    1. Ciao! Come non funziona? Prova a chiamare direttamente la direzione territoriale per farti dare il foglio. O se si può scaricare il file dal sito.

      1. Grazie ho risolto! Alla fine mi è bastato dare il certificato di gravidanza alla mia azienda che ha pensato a tutto! 🙂

        1. Ottimo!! Bene, son contenta che ci sia qualche azienda che sappia come muoversi. La mia era proprio impacciata. BUCO NERO assoluto eheheh. E congratulazioni per l’attesa, daje!!

  3. Buongiorno!
    Complimenti davvero per il post, effettivamente hai detto una cosa verissima…il problema principale è proprio l IGNORANZA da parte degli organi “competenti”(magari lo fossero!).Io faccio l’ ottico in una graaaandissima catena di negozi, mi faccio 50km a andare e 50 a tornare in treno (80%di volte in piedi) e quando restai incinta per la prima volta nessuno in azienda sembrava sapere che avevo diritto alla maternità per lavoro a rischio…tutti a lavoro (capo area compreso)mi dicevano” poverina, se non ce la fai più fatti fare il certificato per gravidanza a rischio” ma la mia ginecologa (e pure un altro del SSN)si sono rifiutati di farmela!Allora mi sono informata su internet, ho telefonato,ho rotto le scatole a Inps e Direzione provinciale del Lavoro, ho trovato le leggi giuste, finalmente dopo 4 lunghi mesi di gravidanza e lavoro 8 ore in piedi ho spiattellato tutto in faccia all ufficio del personale e magicamente dopo 3 giorni avevo tutti i moduli per la maternità per lavoro a rischio! Da fonti certe ho saputo che sono stata una delle prime in azienda a riuscire a stare a casa con questo procedimento…ma ti pare normale???
    Ora sono di nuovo in gravidanza, per fortuna so come fare ormai!
    Il consiglio è di informarci sempre e tenere duro, perché se ci spetta non dobbiamo farci abbattere dall’ ignoranza altrui!
    Io abito in Toscana e lavoro a Firenze, se qualcuna ha bisogno di un aiuto o consiglio chiedetemi pure!

    1. Augurissimi per la tua nuova gravidanza e bravissima per la determinazione! Bisogna informarsi sempre e sempre far valere i propri diritti.

    2. Ciao Elena, mi sapresti dire perfavore che leggi giuste hai trovato? E dove essattamente mi devo rivolgere? Sono di provincia di Bolzano. Io faccio 30km a tratta, col treno. Sono piu di 2 ore al giorno. Piu prendo poi anche autobus. Sono in 5.mese, oggi la ginecologa del ospedale si e rifiutata di darmi certificato per matternita anticipata, non mi ascoltava neanche pratticamente. A chi esstamente mi potrei rivolgere? E che legge li devo cittare? Grazie tante

  4. Ciao Elena, mi sapresti dire perfavore che leggi giuste hai trovato? E dove essattamente mi devo rivolgere? Sono di provincia di Bolzano. Io faccio 30km a tratta, col treno. Sono piu di 2 ore al giorno. Piu prendo poi anche autobus. Sono in 5.mese, oggi la ginecologa del ospedale si e rifiutata di darmi certificato per matternita anticipata, non mi ascoltava neanche pratticamente. A chi esstamente mi potrei rivolgere? E che legge li devo cittare? Grazie tante

    1. Buonasera Anna,
      Mi dispiace per la tua situazione…purtroppo però il fatto che sei pendolare da solo non basta per poter andare in maternità per lavoro a rischio: me lo dissero chiaramente alla Dpl, puoi farti anche 200km a piedi ogni giorno, a loro interessano solo i rischi legati al lavoro fine a stesso.
      Ricordati comunque che basta svolgere un qualsiasi lavoro che ti faccia stare in piedi per almeno metà del tuo orario per usufruire della maternità anticipata…che tipo di lavoro svolgi?
      La legge è questa, ti mando il link:http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/01151dl.htm , se vai all’ allegato A trovi tutti i lavori considerati a rischio. A proposito, la legge ,articolo 7 punto 7, dice chiaramente che il datore di lavoro inadempiente (cioè che non ti informa sui rischi e non ti sposta ad altre mansioni non rischiose)è punibile con FINO A 6 MESI DI CARCERE.
      Se il tuo lavoro rientra in una delle categorie a rischio(basta che fai la commessa per esempio) devi rivolgerti alla Direzione Provinciale del Lavoro di Bolzano (http://www.provincia.bz.it/lavoro/amministrazione/83.asp). Se vai a modulistica, in fondo trovi i moduli che ti servono, li devi fare compilare al datore di lavoro e allegare la Valutazione dei Rischi che ti deve obbligatoriamente rilasciare sempre il datore di lavoro.
      Spero di esserti stata utile!
      In bocca al lupo e tanti auguri per la tua gravidanza!

      1. Elena grazie!!! La tua risposta era piu’ che esaustiva, ora le cose mi sono molto piu’ chiare. Quindi dovro’ resistere fino la matternita’ obbligatoria. Lavoro in un call center, seduta 8 ore, una chiamata dietro l’altra, attaccatta al pc. Reclami, un stress assurdo, gambe gonfie, crampi continui, se non mi viene l’esaurimento nervoso adesso allora mai. Ma come mi ha detto la mia ginecologa, per lo stress o esaurimento nervoso devo andare da psicologo se voglio un certificato 😉 ti trattano come se fossi pazzo. Cmq grazie, sei stata gentilissima e tantissimi auguri anche a te!!!

        1. Auguri entrambe! Felice che ci si possa dare una mano per quel si può. Anna, non esaurirti, fai solo quello che senti più giusto per te e per come ti senti ora. Magari prova a sentire un altro ginecologo. Questo momento così surreale, strano ma anche magico della tua vita nessuno te lo restituirà. Un abbraccio

  5. Solo una cosa: grazie di esistere! Faccio la commessa in centro a Mi, abito a 80 km, viaggio su macchina-treno-metro per un totale di 3h45 al giorno, nessuno in azienda vuole produrre questo dvr e farmi l’anticipata tramite la direzione prov del lavoro…sono in malattia da un mese e mezzo e non ti dico quanti soldi sto perdendo! Ora tramite sindacato sto cercando di sbrogliare la situazione e recuperare i miei soldi. Speriamo!

    1. Ma grazie a te del commento! Non ti faccio un in bocca al lupo perchè qui non si tratta di essere fortunati o meno. Qua si tratta di far valere i propri diritti e DEVONO ASSOLUTAMENTE darti quello che ti spetta di diritto! Fammi sapere come va!

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