LE CERTEZZE DI UNA VITA A PANE E ACQUA

OminoUovo - 10 settembre 2014

LA vita è fatta di poche certezze, forse solo tre:

  1. l’immortalità di Ridge Forrester di Beautiful
  2. l’accorgersi che è finita la carta igienica SOLO DOPO il fattaccio
  3. che il tipo davanti a te in fila (qualsiasi fila tu stia facendo) sia A) la persona più indecisa del mondo B)la persona con più domande e richieste da fare del mondo.

No davvero, pensateci bene:

quando sei dal panettiere e ti serve al volo un po’ di pane è matematico che la signora davanti a te, dopo essersi da poco laureata in PAGNOTTOLOGIA, ordini ‘mille mila’ pezzi di pane di ogni tipo, sapendo di ognuno il nome corretto,

– “Sì mi dia un po’ di pizza bianca, 3 baguette, una rosetta, quel pane azzimo e se ce l’ha vorrei anche del pane bigio per mio nipote-“

E mentre ti chiedi checcazzo sia il pane bigio e sei convinta che quelli appena elencati non siano pani ma nomi di tribù indigene lei continua a chiedere altri pani e intanto eri entrata che era mattina e ora sta tramontando il sole.

Mezz’ora e 60 pezzi di pane dopo arriva il tuo turno

A chi tocca? Numero 20? Chi è il numero 20? Signorina è lei il numero 20?-

– Uhm? Io? Ehm si..

– che pane vuole?

– Non ho studiato….

Cosa? Ho chiesto che pane vuole!

E con molta nonchalance indichi col dito il primo che capita (l’unico che è rimasto dopo la rapina a mano armata della signora prima) “MI DIA....QUELLO Lì“.

La muffuletta? Sicura?

E torni a casa non sapendo se quello che hai nel sacchetto sia pane o un nuovo tipo di mollusco. Muffuche???

L’altro giorno mi sono imbattuta in una di queste certezze per iscrivere mio figlio ad acquaticità neonatale alla piscina comunale.  La giornata è stata da olimpiadi.

Chiamo una settimana prima, mi informo sugli orari dei corsi e, incastrato tra i mille impegni che avrò quando riprenderò a lavorare a novembre, poteva andarci bene quello delle 9 il sabato mattina. Mi dicono al volo che devo recarmi in piscina il lunedì mattina seguente. La segreteria apre alle 8.30 ma bisogna venire prima a prendere il numerino (pure qui??) perchè ci sarà tanta gente e i posti sono pochi. Rimanendo sconcertata dalla cosa, accetto comunque e vado avanti.

Alle 7.40 di lunedì mattina, io un Poldino sorridente e lui siamo davanti alla piscina. Ripeto: SETTEEQUARANTA. Davanti a noi: la folla. Per un attimo mi è venuto il dubbio stessero già vendendo l’I-phone 6, invece no, era proprio la folla per la piscina. Mi faccio strada e chiedo il numerino. 72. CHE COSAAAAAAA? Ero il settantadue alle 7.40 del mattino. Baby gang di nonni e genitori si erano organizzati e come agli esami di università il primo che arrivava prendeva il numerino anche per gli altri. Io sempre più destabilizzata, Poldino che sorrideva a tutti.

Alle 8,30 arriva la segretaria e dice che per la mattina accettano solo le prime 50 iscrizioni, gli altri il pomeriggio.  E’ scoppiata la guerra. Papà che dovevano andare al lavoro e mamme (come me) che non avevano modo di ritornare il pomeriggio stavano partendo all’arrembaggio contro il personale e c’era chi, più subdolamente, stava cercando il tizio N° 50 per tramortirlo e rubargli il numerino (così credo). Poldino rideva.

A me e Cro invece era venuta fame e ce ne siamo andati consolandoci con un cornetto e cappuccino meditando su un possibile piano B. Il piano B è stato maledire le piscine comunali tutto il giorno e mettere il broncio a chiunque. Poldino, inutile dirlo, rideva ancora.

Siamo potuti ritornare solamente alle sei e mezza. Ma eravamo di corsa come al solito. Lui e Poldino mi aspettano in macchina, io e una mia amica che aveva deciso di accompagnarmi nell’ardua impresa scendiamo al volo indossando la faccia da cattive. Volevo pure disegnarmi le due strisce nere sotto gli occhi per far capire che ero in MODALITà GUERRA ma non me l’hanno fatto fare.  Erano al numero 102, io col mio 72 ancora in mano. Ho vaneggiato un po’ su diritti di fila di qua e di là, bambino di 6 mesi che aspetta in macchina, che 102 meno 72 fa 30 ecc ecc  e mi hanno fatto passare avanti. C’era solo una mamma davanti e poi toccava a me.

Ecco. Peccato fosse la mamma più insicura del mondo.

– Per suo figlio di 8 anni c’è martedì e venerdì alle 16 o lunedì e giovedì alle 16.30.

– Uhmm…non lo so….ma  il mercoledì alle 14 si può?

– No signora. O martedì e venerdì o lunedi e giovedì.

– E lunedì e martedì?

– No signora. O martedì e venerdì o lunedì e giovedì.

– Uhmmmm… No sa, mio figlio sa fare anche la rana (MA CHECCAZZO C’ENTRA!!!???)….è che non lo so…

– Ci pensi bene

30 ‘uhmmm’ e 40 delucidazioni su “matedì e venerdì o lunedì e giovedì” più tardi, la mia pazienza mi abbandonò

– Senta, non voglio interrompere questa importante decisione della signora ma devo iscrivere mio figlio, ha 6 mesi. Non sa fare la rana ma sicuramente il tuffo bomba si. Ho bisogno solo di sapere se il corso del sabato mattina alle 9 è ancora libero altrimenti niente.

Quanto ha suo figlio?

– 6 mesi

– uhmmm vediamo..

– quanto ha detto che ha suo figlio?

– 6 mesi ma se me lo richiede ancora per molto tra poco ne farà 7.

– Ah ok! allora si, c’è il sabato alle 11

– No lavoro. Mi serve alle 9. Sono venuta stamattina e sono ritornata ora solo per quello.

– Ma quello delle 9 è solo dai 12 ai 24 mesi  (aka 1 o due anni! ANNI…SI DICE ANNI!)

CHECOSSAAAA? MA NON C’Eè SCRITTO DA NESSUNA PARTE E QUANDO HO CHIAMATO NON ME L’AVETE DETTO!

– Ci siamo dimenticati di specificarlo…

EPIC FAIL. 

Torno in macchina sconvolta e…Poldino ride. Ho riso forte anche io. Avevo bisogno di un OminoUovo dopo quella giornata interamente sprecata a causa di procedure insensate, gente indecisa e personale poco porfessionale. Volevo mandare a cagare tutti e trovare il mio OminoUovo. E non mi ero accorta che un OminoUovo ce l’avevo sempre avuto accanto, ed era Poldino. Alla fine della giornata  ho mandato a cagare tutti lo stesso, ma almeno l’ho fatto col sorriso (e un bicchiere di vino).

P.S. La storia è finita con un normalissimo nuoto libero per famiglie la domenica. Lavorerò spesso il weekend è vero, ma quando capiterà di avere la domenica libera, pago il singolo ingresso e insegnerò io a Poldino a vivere bene l’acqua. Io e nessun altro. Io che amo l’acqua e sono stata istruttrice di nuoto.

E come prima cosa…partirò dal tuffo a bomba.

Evviva Poldino. Evviva i tuffi a bomba. Ma soprattutto evivva il pane bigio.

8 comments

  1. Vero, chi è davanti a te in qualsiasi fila è sempre il più lento/imbranato/indeciso ecc… E se cambi fila, quella che hai appena lasciato magicamente scorrerà velocissima senza nessun indeciso. Io, quando faccio le file, mi sono messa il cuore in pace: faccio altro con lo smartphone, gioco con mia figlia a “secondo te..” e altro. Ormai non serve arrabbiarmi. Però, avere un ominouovo sempre con te ti può essere d’aiuto: dovremmo imparare da loro 🙂
    A presto, momfrancesca.

  2. Secondo me Poldino rideva perché era proprio li che voleva arrivare: ma quale scuola…. già mi tocca il nido…. io voglio nuotare con mamma e papà.

  3. che ridere………..quante volte mi sono rivista….aaahhhhh OminoUovo ti servirà migliaia di volte!!! W poldino W cri e cro W
    shaqui e plutooooo!!!!

  4. Io la stronza di turno me la sono trovata davanti ieri mattina. Appuntamento con un cliente, che però era da solo in negozio e quindi ogni tanto entrava qualcuno e doveva servirlo. Tutto nella norma. Finché è entrata questa stramaledetta vecchia potta che ha impiegato circa 10 minuti di orologio per fare la cronistoria del suo torcicollo, ha enumerato una sequenza di farmaci che le sono stati proposti ed ha iniziato a chiedere altre soluzioni al mio cliente. Che ogni volta che faceva una proposta si sentiva rispondere “Ma funziona subito?”. Poi ogni tanto lei, che sapeva bene che mis tava sfrantumando le palle, mi rivolgeva un candido “Scusi sa…”. Al quinto “scusi sa” le avrei risposto malissimo. Tanto che quando, 35 minuti dopo il suo ingresso, ha detto “ah, tanto mi sa che forse non è un torcicollo ma un brutto male” per un istante ho pensato “Dio volesse!!!”.
    Altro che Ominouovo… mi ci volevano tutte le Ominogalline del pollaio… 🙂

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