IL FANTASTICO MONDO DI UNA LAVATRICE

La Cri - 10 giugno 2016

lavatrice, momlfe

 

Amo il mio lavoro. Oh, quanto lo amo.

Lavoro circa 5 giorni a settimana, a volte anche di più. Per alcuni periodi posso trascorrere giorni a fare niente, seguiti però da giorni di lavoro intenso e doppi turni.

Ma amo il mio lavoro. Oh quanto lo amo. Giro e giro, lavo e risciacquo. Giro e giro, lavo e risciacquo.

Non riesco sempre a vedere quei due poldini. Solo ogni tanto, quando quello più grande sgattaiola a curiosare sul balcone, o quando quella piccola (piccola per modo di dire) viene portata fuori dalla sua mamma. E ogni volta che li vedo la mia espressione è sempre la stessa: “Mamma quanto crescono!”. Vedo più spesso Shaqui, quel cane gigante e nero che mi fa sempre compagnia la mattina e la sera, mangiando accanto a me. Ecco, di lui non ho mai potuto dire la stessa cosa: era già enorme da cucciolo!

Nonostante non possa vivere accanto a loro come fa quella bambina bionda e distratta, riesco a  immaginarmi perfettamente le loro vite, le loro storie e le avventure di ogni giorno. Come? Dalle macchie che devo lavare.

Ogni macchia è un racconto, un aneddoto, un piccolo pezzo della loro vita. Il mio compito è toglierle dai vestiti e lo faccio con serietà e professione, perché è giusto che sia così. Ma non le butto via. Le tengo custodite in un angolo del mio cuore. E quando sono triste vado a riguardarmele. Ogni volta è come se riguardassi una loro foto, rileggessi una loro storia. E di storie, di foto e di macchie, credetemi, ce ne sono tante.

 

LE MACCHIE SUI BAVAGLINI

Quelle che ho conosciuto per prime. Al principio erano di latte. Qualche rigurgito o qualche sbronza d troppo ed eccole là, a bagnare le prime bavette. Poi sono arrivate quelle più scenografiche, plateali e a volte più difficili da levare. Sono le macchie della pappa. Ci sono quelle delle “prime volte”, dove si impara a mangiare, piene di emozioni e aspettative, spesso non rispettate. Ed è questo che le rende così divertenti. Poi ci sono le macchie della pappa sputacchiata, a  volte per una risata di troppo,a volte per un rifiuto o un gusto del palato non assecondato. Da quello che ho capito, il merluzzo non va per la maggiore, così come i broccoli. Spesso lo ritrovo pure sui calzini. Ma come cazz????

 

LE MACCHIE…CHE PUZZANO

Sono le uniche verso le quali non provo tutto quest’amore smisurato perché appunto: puzzano! Sono quelle nate da un pannolino che non ha fatto bene il suo dovere e da una cacca dai superpoteri: contrastare la forza di gravità risalendo piano piano tutto il body. E’ terribile solo a pensarci. Mi son sempre chiesta, in quei casi, come si fa a sfilare l indumento smerdolinato senza smerdare ulteriormente il poldino in questione: da sopra? da sotto? lo strappi? lo tagli? Mi dai da lavare direttamente il pupo coi vestiti? Al momento, anche se in molti casi credo ce ne sarebbe stato bisogno, ho dovuto lavare solo i vestiti, niente poldini. Credo che a loro ci pensi qualche altro elettrodomestico. Ho sentito nominare una certa lavastoviglie. Sarà lei la LAVAPOLDINI?

LE MACCHIE COLORATE

 

colori, tempere, giotto

Pennarelli, pastelli, tempere e acquarelli. E menomale che la bambina bionda dice che sono “lavabili”, fatti apposta per bambini. Sì, certo, sono lavabili in lavatrice e sono fatti apposta per bambini che non esistono, ovvero quelli che quando colorano, lo fanno solo sul foglio bianco. Solo a me è capitato un bambino che oltre al foglio colora anche il grembiulino, i suoi vestiti, i vestiti della sorella, la sorella stessa e i suoi peluche? Il concetto -NON USCIRE DAI BORDI- non fa parte della sua persona credo. Oh, ma quanto mi piacciono le macchie colorate. Così piene di energia, così vive, che raccontano benissimo la creatività che ci è voluta per farle nascere. Ricordo quella a forma di quadratino, con sopra una riga e poi un’altra riga e un’altra ancora sulla maglietta di Poldina, poi quel puntino intenso, come se avesse tenuto fermo e premuto la punta del pennarello sui jeans della mamma poldica, chissà la sua gioia. E poi la mia preferita, una delle ultime, quella manina verde fatta di tempere per le mani, bella spiaccicata e strisciata sui pantaloni di Poldino. Sembrava un logo e mi è dispiaciuta toglierla.

 

LE MACCHIE DI TERRA

parco, bambini

Le mie preferite. Erba, terra, fango. Più le vedo più capisco quanto si divertano all’aria aperta. C’è quella che Poldino si era fatto cercando di costruire una casa al lombrico, fatta con terra, foglie, fragoline di bosco e qualche rametto. C’è quella che Poldina si è fatta sui calzini e sui pantaloni, in uno dei suoi tentativi di gattonamento all’aria aperta. Dalle strisciate che ho visto, in realtà, mi sembrava più essere un passo del giaguaro fatto per svariarti chilometri dentro una palude della giungla. A dir la verità, ogni macchia di terra sui vestiti di Poldina sembra venire dalla giungla. O è una bimba che gioca spesso a Jumanji oppure è una che darà del filo da torcere alla sua mamma. E poi ci sono le sue, quelle della mamma bambina appunto e dei suoi perenni pantaloni infangati sotto E’ che è piccolina, porella, e i jeans le arrivano sempre a toccare terra. Mi fa ridere!

 

LE MACCHIE CHE VERRANNO

Sono quelle che ancora non conosco ma che mi parleranno di nuovo di loro. Saranno gioiose ma forse anche tristi. Saranno quelle create da tentativi di riparazione di una bicicletta,o quelle che vengono da lacrime salate e nasi soffiati. Saranno quelle che compaiono quando scopriranno i trucchi di mamma anche se per fortuna  non sembrano essercene tanti in questa casa, oppure quelle di qualche taglio o qualche caduta. Qualunque esse siano, belle o brutte, tristi o divertenti, io so che saranno per loro macchie necessarie e fondamentali per crescere, sperimentare ed esplorare il mondo. E farlo esplorare a me insieme a loro.

Ogni macchia è un’avventura. Per questo amo il mio lavoro, oh quanto lo amo.

 

 

Evviva i poldini, evviva le macchie, e fatemi conoscere la lavastoviglie ve prego!

 

Con affetto, una lavatrice.

 

 

(photocredits lavatrice: http://www.tenstickers.it/)

 

 

 

 

6 comments

  1. La mia deve avermi insultata pesantemente ai tempi del reflusso del Minion, lì erano macchie tutte uguali e in quantità esagerate. Per il resto è vero, ogni macchia un ricordo e un’avventura.
    Una cosa sola vorrei chiedere alla signora lavatrice, se può: come cavolo si levano le macchie di sangue di quando gocciola il naso e impregna tutte le lenzuola???

    1. Adesso glielo chiedo. E vorrei chiederle anche se per favore può lasciar liberi tutti i calzini presi in ostaggio in questi anni.

  2. Ahaha… la mia deve essere un po’ indispettita dal fatto che lascio fuori dal suo amabile cestello carichi ancora così alti da formare praticamente un albero di Natale sul coperchio del secchio della roba sporca. Inoltre sa che mi lamento che le mancano alcune funzioni, tipo star zitta. Che quando la metto in standby e poi la riavvio, fa bip bip per un quarto d’ora per avvisarmi che era in pausa, anche se la pausa è finita da mò. Pigola come un gattino. E il cassettino resta pieno d’acqua nel quadrante dell’ammorbidente, come la sua sorella nostra ex. In effetti… è alquanto imperfetta. E altrettanto vitale. Bell’inquadratura, Cri. Sono passata anch’io per un giro di centrifuga, ero stanca di bazzicare i soliti blog.

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