FENOMENOLOGIA DEL CLIENTE: IL CLIENTE TURISTA – PARTE 1

La Cri - 28 aprile 2015
cliente turista

Adoro la primavera di questi ultimi anni.

Il profumo di castagne, il piumone, i camini fumanti, le cioccolate calde: un’ atmosfera natalizia ineguagliabile. Ho già comprato il calendario dell’avvento con dentro i cioccolatini. È nuovo, ha 240 giorni!

Ed è con queste giornate, cupe, buie, e con quelli che una volta chiamavamo ACQUAZZONI e ora chiamano BOMBE D’ACQUA (perchè fa più scena), che penso al mio lavoro. Quello che ho lasciato da poco. E’ con le giornate come queste, quando anche quelli che vendono ombrelli si adeguano ai tempi che corrono e ora ti affittano gondole, che penso alle mie ex colleghe che devono vendere a tutti i costi gli occhiali da sole. Io l’avevo proposto tempo fa ma nessuno mi ha dato retta: se diluvia  e vendi occhiali da sole sei giustificato a stare a casa. Ma no, non ha funzionato. Ho proposto anche “compra un occhiale da sole avrai un ombrello in omaggio”, ma anche questa non ha funzionato. E a dire il vero…avevano ragione.  Qualcuno che compra, anche col diluvio, anche nelle giornate più buie c’è sempre.

E c’è solo una spiegazione. Siamo a Roma, Caput Mundi, dove il turista non dorme mai.

E cominciando dal cliente-turista, da oggi apro una piccola rubrica sulla FENOMENOLOGIA DEI CLIENTI che una commessa può incontrare nell’arco della sua estenuante vita lavorativa (nel mio caso specifico reparto occhiali da sole)

IL CLIENTE RUSSO

ragazze-russe15Il cliente russo è un EVERGREEN. Nel senso che C’è SEMPRE. E’ onnipotente e onnipresente. Lo incontri d’estate, d’autunno, d’inverno, in primavera. Bassa o alta stagione. Alle 8 del mattino quando il negozio è ancora chiuso o tre minuti prima della chiusura. Con scioperi o manifestazioni. Il cliente russo è  spesso donna. Alta, slanciata, bella. A volte è accompagnata da un’ amica che scopri dopo essere la figlia. Altre è accompagnata dal fidanzato o marito, che la segue senza proferir parola portandole la borsa (o le borse) perchè lei deve avere la mani libere per provare abiti, borse e occhiali.  Con la cliente russa la vendita è facile. Arriva diretta, decisa, senza sorrisi o smancerie. Se non sei russa nemmeno prova a parlarti. Se sai il russo, prova a sorriderti, ma rimane diffidente. Non basta sapere il russo, devi saper fare anche battute sulla storia della Grande Madre Russia (pur impegnandomi è troppo anche per me). Se invece scopre che la tua collega è russa la rapisce e le fa tutte le domande che una donna potrebbe fare prima di morire. (lascio immaginare a voi). Ho due amiche russe date ancora per disperse proprio per questo motivo.

La cliente russa sa cosa vuole. Vuole la cosa preziosa. Ti chiede subito dove sono i modelli di Roberto Cavalli, Tom Ford, Dior. A volte vuole la marca in evidenza, altre vuole il brillocco, altre ancora è più delicata: vuole l’effetto dorato ma non troppo. I soldi ce li ha, lo sai. Si tratta solo di aiutarla a effettuare una vendita che lei ha già nella testa. Alla fine decide.  Il marito non è convinto ma chissenefrega, comanda lei con lo shopping. Paga con carta di credito e se ne va felice…allo stand accanto a provare profumi. Tu guardi il marito e pensi che in effetti quella borsetta gli dona molto.

  • Durata totale: 4 minuti
  • Parole pronunciate da te: forse 2
  • Parole proncuniate dal cliente: non pervenute
  • Numero pezzi venduti: 1 o 2
  • Vendita totale: 300euro

 

IL CLIENTE BRASILIANO

Il cliente brasiliano è in realtà una moltitudine di persone. Uno e trino? no. Uno e diecimila. Si muove in gruppo, quasi sempre famigliare. Una specie di Medico in Famiglia made in Brasil.

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Li vedi in ogni stagione, come i russi, ma il periodo preferito del cliente brasiliano è quando da loro è inverno. Vengono in Italia, si fanno la scorpacciata di occhiali da sole che da loro costano il triplo e tornano. Non vanno sui pezzi cari. Loro adorano i Ray  Ban. E scopri che non dicono Ray Ban ma HEI BAAAN! E La D la pronunciano G, quindi Dior diventa GIIIOR. E ci ho messo anni per capirlo. Non comprano solo per loro, come la cliente russa. Comprano per la figlia, la nipote, la nuora, il cugino, lo zio Pino rimasto a Puerto Alegre. Li chiamano in diretta skype  e chiedono se il modello va bene. Oppure vengono muniti di codice.

Il cliente brasiliano fa tutto in gruppo. Entra in gruppo, si muove in gruppo, prova gli occhiali in gruppo,  ti spiega la storia della loro famiglia in gruppo, ti chiede dov’è il bagno o fontana di Trevi in gruppo, compra in gruppo e se ne va in gruppo. Ma non se ne va senza prima averti smontato il negozio, ringraziato e abbracciato come una figlia, l’ennesima. Una volta andato via sembra che nel negozio si passato un tornado, tu hai i capelli stravolti e non sai più dove ti trovi. Ma hai un senso di allegria che ti pervade. E’ l’effetto brasileiro.

  • Durata totale: due ore
  • Parole pronunciate da te: tutto lo scibile del vocabolario italiano-inglese, hai sfoggiato qualche parola portoghese e ne hai imparate altre 100.
  • Parole pronunciate dal cliente: ancora sta a parlà
  • Numero pezzi venduti: 10-15
  • Vendita totale: 300 euro

IL CLIENTE SCANDINAVO

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Svedese, danese o norvegese. Insomma Il cliente scandinavo è composto di solito da un piccolo nucleo famigliare.  Li riconosci perchè sono alti e biondi, come la russa. Ma vestono atletico, in tenuta da trekking e non si fanngaradielo problemi a viaggiare con figli piccoli. Neonati nel marsupio o passeggini fuori strada, non sembrano preoccupati se il figlio è scalzo, scoperto o ricoperto di terra. Tutti anticorpi. La lingua del turista scandinavo la ricosci perchè è un mix tra quella degli Elfi del Signore degli Anelli e quella  Na’Vi del popolo degli Omaticaya che vive su Pandora. Io so solo dire “Ultima Ombra ” in lingua Na’Vi perchè ho guardato Avatar una decina di volte (non tutte volute). Ma non basta. Anche la loro statura assomiglia a quella elfica e in confronto io sembro Frodo.

Il cliente scandinavo ha gusti semplici e tech. Non bada  all’estetica ma alla qualità tecnica. Nel mio caso vuole occhiali con lenti polarizzate, dalla forma aerodinamica , magari in carbonio e possibilmente non troppo cari. E’ uno di quelli con cui mi è sempre piaciuto lavorare perchè ogni volta è una sfida. Non sempre trovi quello giusto, ma quando ci riesci..sei più soddisfatto tu di lui e ti aspetti che ti ringrazi regalandoti l’anello del loro popolo.

Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.

Ma niente, mi sono dimessa prima che alcun anello giungesse alle mie mani.

  • Durata totale: 30-40minuti.
  • Parole pronunciate da te: Ultima Ombra: “TURUK MAKTÒ”
  • Parole pronunciate dal cliente: il giusto, in elfico e in pandoriano.
  • Numero pezzi venduti: 0-1 pezzo
  • Vendita totale: 100-180euro

 

E con quest’utlimo cliente-elfo finisce qui la prima parte riguardante il CLIENTE TURISTA. Sono molti e variegati e non basterebbe un solo post. E soprattutto non preoccupatevi: il cliente-turista ITALIANO lo tengo per ultimo.

Evviva Poldino, Evviva il calendario dell’avvento allungato, Evviva il mio poliglottismo “DI TUTTO UN PO”, Evviva il popolo di Pandora perchè anche se hanno sette soli non ne ho visto uno con le lenti polarizzate AO!

(photocredits: www.madeinrussia.com, www.pianetadonna.it,www.familygo.eu/svezia, www.bestmovie.it)

12 comments

  1. Fantastica! La cliente russa è quella che ho più presente perché ne vedo a centinaia qui a Sofia, e danno anche un pochino fastidio quando le vedi nella loro perfezione

    1. Abiti a Sofia??! Si sono impeccabili anche di prima mattina. Non una cosa fuori posto. E se sono mamme… Ti chiedi come cavolo facciano!

      1. Si, attualmente vivo a Sofia, ma sono qui a tempo determinato fino alla prossima destinazione 🙂 Eh si, queste russe hanno tanti assi nella manica, anche se sono mamme. O avranno semplicemente tante tate al seguito? Chissà 😀

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