EVVIVA POLDINO, EVVIVA GLI SPOSI!

OminoUovo - 16 settembre 2014

Questa è la storia di una coperta. MA anche la storia di una stilista fai da te,  di un Nonnuozzo che confuta teorie, e del primo matrimonio Poldino-munita. A sposarsi è mio cugino, uno dei miei preferiti, uno dei ventimila che ho, la sposa è una giornalista che se non è su una Vespa è in Val di Susa a raccogliere qualche storia.

Tutto è cominciato la sera prima, davanti a una birra e qualche pizza con la Nonna Rock e Nonnuozzo annesso, scesi a Roma apposta per l’evento. Il Nonnuozzo è famoso per il suo amore nel parlare, spiegare e confutare teorie scientifiche sui massimi sistemi e se si trova a un matrimonio con davanti qualche bicchiere di vino la cosa prenderà sfumature ancora più belle. Ricordo ancora quando ha provato a confutare la teoria della Relatività di Einstein scrivendo equazioni su un tovagliolo. Fior fior di dottori e fisici non sono riusciti a controbatterlo. Io ero piccola e non non capivo molto. Ricordo solo che finiva con un “Quindi X è uguale a zero e se x è il tempo il tempo è zeroooooooo!” 

In piena fase riscaldamento, quella sera ha provato spiegarmi perché se ho la casa esposta a Nord il sole lo vedo solo in cartolina. Tra birre che facevano la Terra, tappi che facevano la Casa, Poldino che era il Sole, l’unica cosa che ho capito, a modo mio, è che il sole non è che non batte mai a Nord, è che quando lo fa è notte e la gente dorme e non se ne accorge. (Nota per il futuro: Poldino farà i compiti di fisica col papà)

Il giorno dopo, stanca perché ho cercato di svegliarmi di notte e cogliere sul fatto il Sole, ci siamo trascinati fino a pochi minuti prima di uscire per il matrimonio: ore 18:00 in Campidoglio. Spezzato per Lui, vestitino cinesino ma carino per me, eravamo pronti. Ah no! Manca Poldino! Non lo volevo vestire con mini completo giacca e cravatta per poi vederlo sporcarsi 20 minuti dopo. Mi sono sempre sembrati dei mini gangster i bambini vestiti così (senza offesa per i gangster). Quindi, salopette, bavaglino INTONSO  e via!

Tra traffico in tilt, ZTL e varchi attivi, prove di clacson e “presto che è tardi” , “Cazzo la copertina per Poldino! stasera farà fresco!” “Non c’è tempo, la prendiamo prima di andare al ricevimento” siamo riusciti ad arrivare in tempo per…parcheggiare 2km prima del Campidoglio. Lui che si è reinventato centometrista con passeggino a fare da apripista, Poldino che per fare meno attrito si è messo a uovo, la nonna Rock, la green della situazione, che cercava di buttare le varie cartacce che trovava negli appositi contenitori, il Nonnuozzo che cercava ancora di spiegarmi il movimento terrestre sull’asse e io che lo seguivo correndo coi tacchi sui sampietrini (ripeto: coi tacchi sui sampietrini) cercando di fare una foto tutti insieme mentre corriamo. Un amore di famiglia.

La cerimonia è trascorsa veloce e indolore. Poldino è stato calmo. Ho visto un sacco di schiene e mi sono tranquillizzata quando ho udito un Sì LO VOGLIO: era un matrimonio! Per accertarmi fosse quello giusto mi sono messa in prima fila per il lancio del riso sperando di lanciarlo a due facce conosciute….fiuuuu, erano loro!  Bravi bravi, baci baci, corri e scappa di nuovo alla macchina perchè era lontana, Poldino doveva essere allattatto e dovevamo prendere la copertina.

Dopo 30 minuti di traffico immobile abbiamo optato per dirigerci subito alla villa e la giacca di lui sarebbe stata promossa a ‘coperta alternativa’. Bene, quella Villa sulla Giustiniana in realtà era una filiale del Polo Nord. Un freddo pazzesco e si mangiava fuori.

“Avrò dimenticato la coperta ma ho i pantaloncini lunghi!”

“Brava mettiglieli allora!”

5 body, una tutina corta e dei pantolncini CORTI dopo

“Ehm….senti, che ne dici se cambiamo piano? Gli metto la tutina e gli lascio il body con le maniche sotto”

Ecco a voi, l’omino Michelin in versione estiva! braccia e gambe scoperte, il resto super imbottito.

Mentre io provavo a scaldarmi  con una serie di bicchieri di prosecco sentendomi una madre degenere Poldino, avvolto nella di Lui giacca, cercava di farsi un posto nella società intrattenendo tutta la redazione dove lavora la sposa. A chiunque gli facesse PIRIPIRI sfornava un sorriso a 0 denti,

Conoscenze di qui, “hai visto quella è la giornalista che” di là, faccio anche in tempo a rendermi poco simpatica una stilista fai da te che ha commentato “CERTO CHE NON PORTARGLI LA COPERTINA…“. E’ stato un vero piacere vedere che la stessa donna era al tavolo con me. Nel frattempo la temperatutra si era abbassata ancora di più e solo la giacca per Poldino che si era addormentato non bastava. Il Nonnuozzo, impegnato a spiegare una delle sue teorie a parenti di non so quale grado della sposa, è accorso in nostro aiuto ed è entrato nella Villa in cerca di una copertina. Bene, è tornato con una mega coperta di lana per un letto a due piazze.

Dove l’hai presa? dai letti?

“No, copriva dei cassonetti”

“papà…..”

“Che c’è?? han detto che non serviva!”

La coperta di lana a due piazze è diventata una tenda per il passeggino e l’invidia di tutti i presenti che stavano andando in ipotermia. Non abbastanza sicura che fosse al caldo ho parcheggiato Poldino dormiente dentro la Villa, accanto a due donzelle over 70 che forse facevano parte della casa, e vicino all’unico passaggio per il bagno così ero certa che qualcuno ogni tanto gli potesse dare un’occhiata. Volevo scriverci un cartello “SE MI VEDI PIANGERE SCUOTIMI”.

Il resto della serata è passato tra bicchierini di vino, assaggi di primo e favole sulle mirabolanti avventure della donna stilista,  che tra una tetta che le è involontariamente (involontariamente?) uscita di fuori e il suo amore per le feste a tema fairy tale, complice forse il vino, alla fine era una brava animatrice.

A mezzanotte e mezza, con qualche grado sopra lo zero, abbiamo dovuto salutare gli sposi e andarcene. Poldino si stava risvegliando e la musica si stava alzando. Abbiamo fatto un “ciao” generale a tutti, soprattuto alla stilista che in fondo in fondo, mi sarebbe mancata. Un abbraccio ai protagonisti, splendidi, giovanissimi e sorridenti e  poi via. La sposa era meravigliosa, ma più che per il vestito, semplice e leggero, perchè è rimasta sè stessa tutto il tempo, sorridente e MATTA e che se l’avessero chiamata quella sera per un servizio speciale in Val di Susa ci sarebbe andata con tutto il velo. Lo sposo beh, che dire, è lui che mi ha fatto conoscere Roma su una Vespa, lui che prima di me, è sceso nella capitale e che come me, “NON è PASTA SE NON C’è IL GRANA“. Innamorati, giovanissimi e felici. Felici davvero. Non amo i matrimoni, ma il loro era speciale e non potevo mancare.

Stanchi e con un Poldino che si stava svegliando siamo tornati a casa.

“L’hai presa la bomboniera?”

“A quale delle due ti riferisci?'”

“Due?”

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Ehm…per chi non trovasse una coperta: ce l’ha l’OMINOUOVO!

Evviva Poldino, Evviva gli Sposi, Evviva il sole di notte e le bombiniere a forma di coperte

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