DAL DIARIO DI UN DOBERMANN: LA MIA GIORNATA TIPO

La Cri - 17 maggio 2017

ORE 5.30

Ho fame, vorrei una mela. Sbadiglio. Che la giornata abbia inizio, andiamo a svegliare gli umani. Li fisso nell’oscurità come Batman. Li fisso, li fisso li fisso e…niente ao, non funziona. Proviamo con una leccatina.

ORE 5.35

Gli umani hanno preso malvolentieri la mia dimostrazione d’affetto. Mi han detto di ritornare a dormire. Sbuffo, sbadiglio e aspetto, osservandoli nell’oscurità. Ho sempre più voglia di mele.

ORE 6.50

L’umana hobbit si è svegliata, era ora. Sta andando a preparare il caffè. Toh, strano, oggi non ha rotto nessuna tazzina e non è ancora inciampata su qualcos…ops, come non detto.

ore 7.10

L’umano si è alzato! DAJE! Pappa, pappa, pappa, pappa! Oh no, si è alzata anche la piccola cucciola. Sta gridando pappa pure lei. Vuole i miei croccantini, lo so. Questa volta non l’avrà vinta.

ORE 7.30

La cucciola d’uomo ha avuto il suo biscotto. Non vuole saperne di dividerselo con me. E’ un osso duro, lo nasconde e scappa. Provo a fare la faccia dolce, niente. Provo a fare il furbo, più veloce di lei, niente. Ok, la blocco in un angolo, prima o poi dovrà darmelo. Niente, s’è l’è mangiato tutto. anvedi questa oh’

ORE 7.40 -8.30

Il cucciolo d’uomo è nervoso, ha sonno. Come ogni mattina, che novità! E’ sul vasino a fare pipì. Quando ha finito gli vado a dare un bacino. Lo so che gli piace. Mentre gli adulti si vestono gioco coi cuccicoli d’uomo, che già sono pronti. A volte gli rubo i peluche, a volte li inseguo, a volte mi metto a terra sdraiato con loro. Ma sono saggio, quando vedo che litigano, prevedendo manate volanti qua e là, mi alzo e me ne vado nell’altra ala del castello. La camera. L’unica che c’è.

dog and kids

ORE 8.30

Dopo altri tre tentativi di “richiesta condivisione biscotti” falliti portiamo i cuccioli d’uomo, cosiddetti poldini, a scuola. Il più grande, come sempre, sta dicendo “voglio fare le avventure io”. La piccola sta ancora mangiando. Finirà mai di aver fame? Mi ricorda qualcuno.

ORE 9.00-18.30

In ufficio. Al co-working dove lavora l’umano adulto. Ho fame. C’è una postazione anche per me, con un tappetino tutto mio, con la Union Jack inglese disegnata sopra. Ho fame. Lui manda mail, fa telefonate, scrive, fa riunione. Io ho ancora fame e mando, mail, faccio telefonate, scrivo, ho riunioni. Col mio stomaco e il mio perenne desiderio di mangiare sì, ma sempre lavoro è. Nella pausa pranzo porto a spasso il mio collega in un parco. Lo faccio sfogare un po’ perché so che ne ha bisogno. Già che ci sono io faccio pipì e bevo. Se riesco, scrocco anche un po’ il pranzo. Faccio tante pause caffè e mi porto sempre dietro l’umano adulto, per farlo sgranchire. Sì, non è facile conciliare lavoro e umano, ma in qualche modo ci si ingegna.

ORE 18.30-19.30

E’ la parte più bella della giornata questa perché raggiugiamo la piccola hobbit coi due poldini al parco o dovunque essi siano. Sicuramente non a casa, io lo so. Dev’esserci una specie di anima gipsy nelle sue vene. Deve aver preso da me. Appena li vedo corro loro incontro a fargli le feste. Come mi piace sentirgli urlare il mio nome. La piccola (che t’oh guarda, sta mangiando un altro biscotto) mi chiama “AGHI” e mi ricorda il fratello quando ha pronunciato una delle sue prime parole, il mio nome: “YAGHI!”. Ora mi chiama “Shaqui matterello”. La hobbit mi chiama “Shaquino”. Gli racconto la mia giornata e lo stesso fanno loro. Facciamo una corsa tutti insieme e io gioco al mio gioco preferito: correre avanti e indietro. Poi faccio anche un altro gioco preferito: imitare i lupi. Torniamo a casa insieme. Io ho sempre, maledettamente fame. Voglio una mela.

dobermann

ORE 19.30-20.30

Ceno, controllo che la hobbit faccia bene la doccia ai poldini e faccio uscire il mio amico adulto un ultima volta, di modo che non abbia voglia di uscire di nuovo anche dopo cena.

ORE 20.30-21-00

Ho ancora un languorino, i poldini lo sanno. Per questo mi lasciano avanzi delle loro cena sotto i seggioloni. E’ il nostro patto segreto. L’umana hobbit lo sa e non dice niente, anzi, se vede che non ho visto qualche briciola o pezzo di pasta o carne per terra mi chiama per dire di venire ad assaggiare, quindi pulire. E’ uno sporco lavoro, lo so, ma qualcuno dovrà pur farlo.

ORE 21.00

Scatta l’ora X e i poldini devono andare a nanna. Fanno sempre un po’ di finte proteste, ma si vede che sono stanchi. La prima cosa che fanno prima di accettare la sorte del lettino è venire da me e darmi un bacino. Un bacino della buonanotte tutto mio. La piccola peste me lo dà sulla zampa, il grande, tutto fiero perché dice che ora fa la pipì vicino agli alberi come me, me lo da sul petto. Io mi accuccio, tutto emozionato. Dopo averli messi a nanna, gli adulti finiscono di cenare. Prevedo mele in lontananza. Una fetta sarà mia, buahahah. La fisso nell’oscurità.

kids and dobermann

ORE 21.00-23.00

Mi rilasso, leggo un libro, spulcio le mie gambe o guardo un film insieme alla piccola hobbit e al fido adulto. Fiuto che non ci siano pezzi di mela lasciati incustoditi.

ORE 23.00 circa

È ora di portare a nanna anche i due grandicelli. Mi alzo, gli faccio capire che ho sete, mi fanno bere e bevono un po’ d’acqua anche loro. Ci diamo la buonanotte, loro con una carezza, io con una musata, o con la mia posizione preferita: loro in piedi e io con la testa in mezzo alle loro gambe per farmi grattare meglio le orecchie. Starei così per ore intere. Uhm, ho fame. Meglio che non ci pensi.

ORE 23.00-5.30

Dormo, sogno di mangiare mele a volontà e mi alzo.

Ho fame.

ORE 5,30:

Tutto ricomincia, a partire dalle mele.

 

Caro diario, per ora è tutto. Ti lascio un video dove gioco al mio gioco preferito. A presto,

Shaquille O’ Neal

 

 

Evviva i Poldini, evviva le mele

Leave a comment