DA GRANDE VOGLIO FARE….

OminoUovo - 27 novembre 2014

Dunque che è successo questo settimana? Poldino si è preso l’influenza, è guarito, s’è l’è presa di nuovo, è riguarito, anzi no; io al lavoro ho ho detto un centinaio di volte dove si trova il bagno, dov’è l’ufficio Tax Free, e quanto costa quello o quell’altro occhiale (ve l’avevo detto che i prodotti che vendo sono occhiali da sole?); Cro s’è fatto male di nuovo alla caviglia; una mia amica ha partorito si sciopera ancora in tutti i modi, in tutti luoghi e in tutti laghi e cos’ altro? Ah si, una donna italiana è partita per lo spazio. Ecco, parliamone.

Nella mia testa è andata così:

Mamma allora io vado!

Stai attenta. Fammi uno squillo quando arrivi e guida piano.

Ok mamma. Dì alla  nonna che non so se posso portarmi il ciambellone che m’ha dato. Ma ringraziala tanto. Corro che sta per partire il treno!

«Il treno interregionale 9203 è in partenza dal binario 18. Ferma a Ostia Lido- Cento Celle- Roma Termini – Iss (STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE)»

Si. Nella mia testa me la immagino pendolare come me. E me la immagino felice come poche. Con quella stessa adrenalina, eccitazione e quel pizzico di magone che ti assale quando stai per partire per un lungo viaggio lontano dai tuoi cari. E scusate il francesismo: CAZZO SE è LONTANO IL SUO! Me la immagino entusiasta e realizzata, lei che da bambina voleva fare l’astronauta e astronauta è diventata. E c’è riuscita senza mangiare Kinder Brioss alla facciazza di Marco che vuole fare l’espoloratore, Anna la naturalista e Andrea l’aviatore e nessuno sa se ci sono riusciti ma di certo mangiando tutte quelle merendine avranno non pochi problemi di peso.

Ho pensato a lei e al suo sogno da bambina realizzato. Vederla così felice in orbita, vedere quei suoi occhi pieni di vita e quel sorriso stampato in faccia mi hanno fatto commuovere.

Poi ho pensato a me. Ho cercato di ricordare cosa volessi fare quando ero bimba ed ecco, onestamente non me lo ricordo di preciso ma di certo non credo avessi mai voluto fare la commessa. Ricordo solo che la domanda COSA VUOI FARE DA GRANDE mi metteva sempre in crisi, ma non perchè non avessi un sogno, un obiettivo, una passione. Semplicemente perchè andavo a periodi e cambiavo idea ogni anno.

Se mi sforzo però posso ricordare alcune professioni che hanno vissuto per un breve lasso di tempo nella mia testa.

LA PALEONTOLOGA

Era l’anno di Jurassic Park. Eccallà: era fatta. Mi immaginavo vestita di KAKI, con scarponcini sporchi di terra e con un pennellino in mano a spolverare sabbia tutto il giorno per trovare l’osso di  chissà QUALEANIMALESTRANOSAURO REX. Mi piaceva un sacco l’idea. Poi ho scoperto che ormai avevano spolverato praticamente già tutto e a me sarebbe rimasto poco da scoprire quindi ho cambiato.

LA CAMPIONESSA OLIMPICA

Ho fatto nuoto per anni quindi come minimo immaginavo di vivere di rendita dopo aver vinto svariate olimpiadi. Ma non di nuoto. No. Di tuffi. Sì perchè se no sarebbe stato tutto troppo semplice.  Volevo continuare a fare nuoto e vincere le gare di tuffi evitando però quello dalla piattaforma con partenza su verticale. Ecco quello no: le verticali le ho sempre fatte male.

LA SEGRETARIA

Ho avuto anche il periodo più cheap. Quello della povera segretaria precaria. Per Natale mi ero fatta regalare una cartelletta, una di quelle che si usava per fare disegno artistico (si usa ancora?) con dentro block notes, penne (quelle con mille colori diversi tutti assieme), evidenziatori,quaderni, raccoglitori. Forse dire che avrei voluto fare la cartolaia sarebbe stato più semplice. Mi piaceva tantissimo il profumo dei quaderni. Il problema è che non sapevo cosa scriverci su. Cosa annotare e quali appuntamenti finti da ricordare. Soprattutto da ricordare a chi. Ecco che allora, complice mia sorella, sono passata da segretaria qualunque a SEGRETARIA DI POLIZIA. Avevamo preso di nascosto alcune figurine di calciatori di mio fratello e per ognuna di loro avevamo creato identikit del DETENUTO. Era venuto fuori un enorme raccoglitore di CALCIATORI GALEOTTI E NON. Si perchè Totò Schillaci che aveva rubato 6 mele  era ancora ricercato.

LA COPYWRITER:

Quella che, in parole povere (letteralmente e non), scrive i testi per le pubblicità. Mi ero pure adoperata in tal senso e mi sono iscritta a Linguaggi dei Media per poi scoprire all’ultimo anno che il mondo della pubblicità non era così “figo” come credevo. Ho rivalutato la mia passione a tal punto da laurearmi con una tesi sui movimenti antipubblicitari (CULTURE JAM). Si avete capito bene, Io, studentessa di pubblicità, mi sono presentata davanti a una commissone di pubblicitari con una tesi SULLA CONTROPUBBLICITA. Potevano fare due cose: sputarmi in un occhio e farmi rifare tutti i  30 esami o darmi la laurea riconoscendo una non poca dose di coraggio. Ha prevalso la seconda!

La prima cosa che ho fatto una volta laureata è stata scrivere all’ANTI ADVERTISING AGENCY di San Francisco chiedendo di assumermi. Ho scoperto dopo che quello non era un lavoro, ma un hobby. Ho chiesto un attimo al mio portafglio cosa ne pensasse e niente…sarà per un periodo migliore.

L’IDEATRICE DI FANTASIA 2

Alla veneranda età di 28 anni se mi chiedessero cosa voglio fare da grande risponderei questo. L’ideatrice di FANTASIA 2. Il film della Disney. Ho capito che quello che mi piaceva del mondo dell’advertising era poter associare parole a musica e immagini. Ma ancora meglio sarebbe stato associare musica a immagini. Ed è quello che faccio sempre quando ascolto canzoni:  mi immagino scene di vita che calzerebbero a pennello con quella melodia e con quelle parole. Si, potrei fare il montaggio di video musicali, ma voglio puntare più in alto: voglio rifare FANTASIA, il fim della DISNEY dove  la musica si associa a voli pindarici di CAVALLI ALATI e dei dell’OLIMPO.

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Vorrei rifarla! Vorrei ideare una FANTASIA TUTTA MIA. Insomma: come si chiama quella che associa musica a parole e immagini? voglio fare L’OMINA DEL MONTAGGIO VIDEO! Ecco.

Detto questo, al momento faccio due lavori, la commessa e la mamma. Il primo non lo faccio per scelta, per il secondo ho un contratto a progetto. Progetto POLDINO. Lo so, non era proprio come me la immaginavo ma una cosa la so per certo. Non so cosa FARÒ “da grande” non so se farò ancora la commessa o riuscirò davvero a diventare la massima esperta di montaggi video, ma so cosa voglio ESSERE. Voglio essere una persona FELICE. Punto. La vita non sempre va esattamente dove speravi, o semplicemente, come è successo a me, va dove je pare, a volte dove volevi, a volte no. Ce ne sono poche di Samantha Cristoforetti, ma non per questo non ci meritiamo lo stesso suo sorriso. Ed è questo che sto facendo: trovare tanti, più o meno piccoli, ominiuovo di felicità. Giorno per giorno. Non sempre ci riesco, ma faccio del mio meglio.  Quando sarà vecchina, una di quelle che frega il posto sull’autobus allo studente, non mi importerà pensare se ho fatto la campionessa di tuffi, la paleontologa o ho continuato a fare la commessa. Penserò invece se sono stata felice o meno. Ah, si, penserò anche che forse è arrivata l’ora di farmi il motorino.

Ed è questo che prometto di insegnare a Poldino. Non posso promettergli che diventerà un pirata, un astronauta, un cuoco, un rapinatore di banche o qualunque cosa voglia fare. Non sono in grado. Ma se alla domanda risponderà VOGLIO FARE LA PERSONA FELICE, allora sì, prometto di passargli tutti gli strumenti per esserlo!

Evviva Poldino, Evviva i dinosauri ritrovati col vestito color KAKI.

15 comments

  1. Allora vedi che sei riuscita a finirlo il post? 😉 All’inizio ho pensato: guarda che curioso, stavo pensando di scrivere un post su quello che vorremmo che i nostri figli facessero da grandi, ma poi ho trovato molti altri punti in comune 🙂 A me Jurassick Park non ha influenzato moltissimo (sta uscendo Jurassik World, che è praticamente identico) ma volevo fare il biologo, uno di quelli che girano i documentari. Oddio, inizialmente volevo guidare il camion della spazzatura… Poi mi piaceva l’idea della radio, ci sono stato dentro per 10 anni ma non era un lavoro, era un divertimento. Anche io mi mettevo a camuffare i calciatori :)) Prima di iniziare a usare photoshop. Ma soprattutto… io adoro le cartolerie perché amo i blocchi di carta…mamma quanto li adoro!!!
    Detto questo: hai ragione, l’unica cosa che dobbiamo volere è essere felici! Non serve altro 🙂

    1. Le cartolerie sono il mio amore segreto! DA SEMPRE!
      Forte il biologo! Me lo immagino ogni giorno alle prese con nuove specie animali. VOTO IL BIOLOGO! A proposito di biologo, un po’ c’entra un po’ no, leggiti IL QUINTO GIORNO di FRANK Shatzing!

      1. mmm… ho già letto Il Diavolo nella Cattedrale e…beh… non so se investirò ancora nei suoi libri 😀 Ma me lo segno! In effetti la vita del biologo è affascinante, sempre cose nuove da scoprire, magari anche indagini in collaborazione con la polizia, ecc. O almeno credo che a qualcuno capiti così. A me no.
        Vuoi mettere che bello un blocco di carta da appunti di quella non brutta rigida ma morbida, quasi da accarezzare? E una bella penna anche questa che scorra morbida sulla carta, scrivendo bello scuro e senza fare quella roba tipo “sottile linea bianca in mezzo al tratto come a volte fanno le bic e mi viene voglia di uccidere qualcuno”?
        Basta, la smetto sennò mi eccito 😀

  2. Che ti adoro lo avevo già detto?
    E comunque secondo me puoi fare anche la regista dei video music…eh?
    Pensa una Shakira che ti arriva con il gonnellino de paja e ti fa: “ma il bagno dov’è?”

  3. Omina del mio cuore…
    Io sono veramente stupita di come tu riesca sempre a scrivere in modo così stupefacente toccando, ad ogni parola, ad ogni segno di punteggiatura, le mie corde emozionali.
    Ti stramo ahahahahah
    Emy

  4. Mi spiace per tutti gli infortuni e malanni in casa vostra.. Forza!
    Anche io da piccina pensavo di fare la maestra, poi la parrucchiera, poi il militare. Tutto a seconda di chi mi ispirava di più in quel momento, ed invece faccio la mamma 🙂
    Bravissima a voler essere felice, qualunque cosa si faccia. Ottimo messaggio per Poldino.

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