COME QUANDO TI SI ROMPONO LE ACQUE

La Cri - 21 ottobre 2015
rottura acque

(Nota bene: per scrivere questo post non è stato sacrificato alcun sonno. Ho gli operai che stanno martellando le mura del palazzo.

Nota bene 2: per scrivere questo post è stato preso in ostaggio un operaio. Ha scritto lui sotto mia dettatura con il controllo di Shaqui

Nota bene 3: questo post contiene alcune scene splatter).


Non avevo idea di come avvenisse. Con Poldino ho avuto subito le contrazioni e mi hanno rotto le acque in sala parto.  Ero sotto effetto epidurale quindi non ho capito granché. Pensavo fosse un po’ come nelle scene dei film: cammini e a un certo punto sei la creatrice delle cascate del Niagara.

Beh, non è stato poi così diverso. Cominciamo dall’inizio:

MARTEDì 13 OTTOBRE 2015

Ore 7:15 – Mi alzo, vado a  fare il caffè per me e per Cro. Poldino finiva di dormire nel lettone con noi.

Ore 7.30 – Sono sdraiata sul letto, inizio ad accarezzare Poldino per svegliarlo, mi sposto un attimo per sentirmi più comoda e sento: STOCK! Lo sentono tutti sto STOCK. Dopo qualche secondo capisco che qualcosa, lì sotto, sta succedendo. Qualcosa di “acquoso”. Scherzando dico “Ehm, credo mi si siano rotte le acque”. Cro non ha preso bene lo scherzo, è sbiancato. Controllo il letto: asciutto. Per sicurezza vado in bagno a controllare e…niente, a giudicare da cosa avevo lasciato durante il tragitto o si era rotto un tubo del lavandino oppure era il caso che rimanessi in bagno, seduta sul cesso.

0re 8:00 –  Chiamato la suocera per venire in soccorso-Poldino. Cro nel panico ha fatto uscire a fare i suoi bisogni Shaqui (che nel frattempo guardava perplesso le nostre facce dicendo chiaramente “sta roba qui per terra non è roba mia eh!”. Io, seduta ancora  in bagno, davo il biberon di latte a Poldino che ciucciava perplesso. “Ma come Ma’? Di solito mi dai il biberon nel letto. Cos’è sta nuova ambientazione da cesso?” Ancora niente contrazioni. Stavo bene! Solo che perdevo acque!

0re 8:15 – chiamo ginecologo: spento

ore 8:20 – chiamo ginecologo: spento

ore 8:30  viene suocera, saluti e convenevoli al volo, salutiamo Poldino, salutiamo Shaqui. Partiamo. Io con uno di quei SECSISSIMI “pannolini post partum”, perchè mi piace fare le cose al contrario: prima il post partum poi il parto. Direzione Fatebenefratelli, Isola Tiberina. Ora di punta per il traffico romano. Previsto diluvio quindi previsto il triplo delle macchine in strada. Bene, molto bene.

ore 8:50 – ancora in macchina. Ancora nessuna contrazione. Cro preoccupato che sporcassi i sedili “Ma non potevi metterti sotto un asciugamano?” L’ho fulminato. Mi ricordo solo in quel momento che i risultati dei tamponi che dovevano arrivarmi via mail ancora non sono arrivati. Era passata una settimana da quando avevo fatto la visita. Senza risultati tamponi crei un gran casino in ospedale. Chiamo ginecologo: ancora spento. Gli mando un SMS “Ehm, credo mi si siano rotte le acque. Boh. Qualcosa ho rotto sicuro. Vado in ospedale.” Chiamo la clinica dove ho fatto la visita.

“Ehm si buongiorno, una settimana fa ho fatto i tamponi e mi servirebbero urgentemente i risultati ora.  Ho rotto le acque”

“Ohcazzo! Scusi, oh dio! Si si, il reparto apre tra 5 minuti, appena arriva la segretaria gliele faccio spedire e la richiamiamo”

ore 9:00 – squilla telefono.

“Buongiorno, sono la segretaria del suo ginecologo. Non mi va lo scanner. Faccio la foto al foglio e la mando via whatsapp al suo ginecologo che a sua volta la manderà a lei”.

“OK, CAZZO AHIAAAAA!”

Le contrazioni. Quelle vere, quelle forti, stavano iniziando.

ore 9:1o – Messaggio whatsapp ginecologo. Foto del risultato tamponi e scritta,”Tutto a posto i tamponi, fammi sapere!”. Deduco quindi che non ci sarà. Ricordo poi che il martedì lui è impegnato in un’altra struttura ospedaliera.

ore 9:15 – accettazione ospedale.

– Nome?

– Epidurale

– Ginecologo che la segue?

– Epidurale

– Primo figlio?

– Epidurale

– Prego si accomodi per il monitoraggio

– VOGLIO L’EPIDURALE. ORA

 

 

0re 9:30 – dopo il monitoraggio che conferma picchi altissimi di contrazioni (Ma va? Sto a piagne! Nun me vedi?), dopo che il mio cellulare con la foto dei tamponi è passato di mano in mano a tutte le ostetriche e dopo aver inoltrato la foto via mail all’ufficio del reparto ostetricia (TUTTO QUESTO IN PREDA ALLE CONTRAZIONI) mi portano su con una sedia a rotelle in sala parto. Cro disperso fuori a cercare parcheggio sul lungotevere. Una signora che mi vede in piedi aspettare che arrivi la sedia chiede “Cesareo?” rispondo “No, epidurale”.

0re 9:30/11:00  l’ora e mezza più dolorosa della mia vita. Contrazioni altissime. Più di quelle che avevo con Poldino. Credo, boh. Stavolta ho pure la nausea dal male. L’ostetrica dice che l’anestesista è impegnata con un parto critico. Appena ha finito arriva. Per calmarmi continua a farmi domande sull’altra gravidanza. Io non riesco a rispondere dal male. Ingrugnisco chiunque e ogni grugnito è un insulto.

ore 11:00 –  arriva l’angelo. L’anestesista, la pusher, la mia spacciatrice. Mi fa l’epidurale. Sento ancora una contrazione. Aspetta un altro po’ e mi rifà il dosaggio. Prego che funzioni.

ore 11:00/12:00 – l’ora più “FATTONA” della mia vita.  Più di quelle due che che avevo passato con l’epidurale per il parto di Poldino. Credo, boh. Vedevo gli elefanti rosa volare. Sentivo un formicolio dolce alle gambe, stavo benissimo. Mi sedevo, chiacchieravo con CRO, facevo foto a casaccio, rispondevo al ginecologo che chiedeva su whatsapp. “Ma ti hanno ricoverato?” (Noooo, perchè? Mi si sono solo rotte le acque!)”.

ore 12:00  ritorna l’ostetrica, Chiedo fino a quanto dura l’epidurale e mi risponde “fino a fine parto”. Mai stata così felice! Con Poldino l’effetto era finito prima delle spinte finali. Dal male non riuscivo a spingere e, furbissima, pensavo di aver capito il segreto: spingere prima delle contrazioni. Ma mi hanno caziato. Avevo paura di rifare la stessa cosa ma invece stavolta no. Stavolta sentivo la pressione ma non il dolore. Sentivo che dovevo spingere perchè era l’elefantino rosa che me lo diceva volando.

– Ok ci siamo! Quando te la senti, spingi!

 

 

ore 12:06: è nata Poldina, Senza pugni alla superman. Senza voli pindarici da circense. E quasi non ci credevo, senza dolore. In meno di 3 ore avevo partorito (due ore e quaranta per l’esattezza). VENI, PARTORII, VINCI. 3,350 kg di Poldina. Il giorno prima, alla visita, il ginecologo aveva stimato il peso intorno ai 2,600, 2,700Kg. Beh, che dire, ADORO IL MIO GINECOLOGO, le sue domande senza senso e i suoi numeri a caso.

poldina

 

e ora un po’ di numeri

1 – Il caffè che ho preso stamattina
15 – gli “Ooops” + “Ohcazzo” detti quando mi si sono rotte le acque subito dopo il caffè
– le colazioni fatte
20 – gli sguardi perplessi di Poldino e Shaqui (quella di Shaqui diceva chiaramente “Io sta scena ridicola de panico l’ho già vissuta”)
30 – i minuti che ci abbiamo messo per arrivare in ospedale sfidando traffico romano del mattino e diluvio
1 – la multa presa per passaggio in corsia preferenziale
1 e mezza – l’ora di insulti random a Cro e chiunque capitasse a tiro a causa delle contrazioni
1  – l’ora in cui ho volato insieme a minipony ed elefanti rosa grazie all’epidurale
0 – la mia soglia del dolore
1000 – i ” DAJE” che ho detto quando l’ostetrica mi ha comunicato che l’epidurale sarebbe durata fino a FINE parto stavolta.
meno di 3 – le ore impiegate in totale per partorire
12:06 – l’ora esatta in cui è nata Poldina
3,350 – i kg di Poldina
38+1: la settimana in cui è nata
25 – gli elefanti rosa che vedo ancora volare in stanza perché l’effetto “droga” non è finito
2 – Le considerazioni che sto facendo a)meglio un parto col caffè che un parto senza caffè b)Il signor Epidurale SANTO SUBITO (ma già lo dissi con Poldino)
MILLE MILA: il livello di difficoltà della prova più estrema di oggi: tagliare una mela con un coltello di plastica. (Prova che se non superi al primo parto devi ripetere al secondo).

pasto ospedale

 

Evviva Poldino, Evviva Poldna, Evviva e OSANNA all’epidurale, evviva sparare numeri a caso.

9 comments

  1. Il tuo ginecologo è un vero genio…. Ahahahhahahah… Evviva l’epidurale tesoro, io non l’ho provata ma, se dovessi rifare l’esperienza, penso che mi drogherei all’ennesima potenza… :-))))

  2. Congratulazioni! E vedrai che tutte le paure che avevi prima,se mai non fossero mai già sparite nel momento esatto in cui l’hai presa in braccio, svaniranno in un batter d’occhio! Siamo felici per voi!

    1. Grazie Julienne! Paure un po’ svanite. Ma ora c’è tanta tanta taaaaaanta stanchezza! Mi devi spiegare come hai fatto! 😉

  3. Io ti ho fregato… meno di due ore da quando ho avuto le prime contrazioni a casa al momento del… lancio! Non ho potuto fare l’epiturale per ovvi motivi, ma in realtà anche del primo me l’hanno fatta super leggera perchè stavo andando veloce!
    Le paure ci stanno tutte. E pure la stanchezza. Oggi ho delle tazze sotto gli occhi. Ma passa, crescono, e nuovi equilibri arrivano! Per fortuna! Un abbraccio Cri e resisti!!!

    1. Sei una mamma sprint già dal parto allora ahah! Ora intorno a me vedo solo la parola STANCHEZZA. Confido nei nuovi equilibri. Grazie Lucia, contentissima di aver fatto la tua conoscenza in questi strano mondo del web :D.

  4. Ma la domanda che mi faccio: perché quando siamo nel letto e sentiamo “stock” (per me è stato più un tappo che veniva via col cavatappi!!!) andiamo in bagno e ci sediamo sul cesso!!! Comunque Epidurale santo subito!!!

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