COME CAPIRE SE STAI ANDANDO IN TILT

La Cri - 23 novembre 2015

tilt, pazzia, sclero, ominouovo scleratoSto per alzare bandiera bianca. Assediata da due poldini e nel pieno centro di una congiunzione astrale tragicomica.

Nell’ordine in questo ultimo mese, da quando è nata Poldina, è successo questo: si è rotto il microonde, han rubato la macchina a mio fratello che era sceso a trovarmi, il telefono di nonna rock si è suicidato tuffandosi nel cesso, si è rotta l’aspirapolvere e hanno tamponato la nostra macchina ferma e parcheggiata.

Negli ultimi giorni la congiunzione astrale ha aumentato il suo potere: febbre Poldino, febbre Poldina, febbre nonna rock, vomito Shaqui. Si, anche io ho avuto la febbre, ma quando sei mamma la cosa viene rimossa.

Il mio unico obiettivo è sopravvivere e arrivare a fine giornata ancora capace di intendere e di volere. Ma sto perdendo i neuroni uno ad uno, me ne sono rimasti 300 ora. Vanno avanti imperterriti con scudo e spade al grido di “QUESTA è SPARTA!”. Ecco, poi sappiamo tutti che fine ha fatto Leonida, ma non ditelo ai miei neuroni.

Piano piano, ma nemmeno poi così tanto, sto andando in TILT. Come capire se il tuo cervello sta andando in tilt? Ecco i segnali che ho captato io.

1 – QUANDO IL GIOCO DI RUOLO NON FA PIÙ PER TE

Eh no, il concetto Poldino è il maggiore, Poldina la seconda e Shaqui è il cane sta venendo meno. In meno di 24 ore sono riuscita a: mettere Poldino in culla, con conseguente suo tentativo di alzarsi  e buttarsi di sotto; dare il ciuccio a Shaqui dopo averlo accuratamente sterilizzato, con conseguente suo tentativo di divorarlo, mettere il pannolino taglia TODDLER  a Poldina con conseguente sua incazzatura quando gli adesivi le arrivavano in faccia. Eh no, non ci siamo.

2 –  QUANDO PERDI COMPLETAMENTE DI VISTA IL FOCUS

4.30 di notte. Poldina piange, ha fame. Barcolli nel buio, ciondolando riesci a raggiungere la cucina. Ricordi vagamente che devi fare qualcosa, ma ti sfugge cosa. Quando dopo 10 secondi il tuo cervello, dopo aver chiesto l’aiuto del pubblico, realizza che devi preparare il latte (sì, quello tuo già non basta, ma questa è un’altra storia), scopri che le tue mani nel frattempo avevano già preparato…IL CAFFÈ. Non proprio la stessa cosa. Beh, a questo punto tanto vale berlo no? Poi torni a letto e..AH CAZZO, IL LATTE!

3 – QUANDO IL MULTITASKING FALLISCE

Mattina: dopo esserti congratulata da sola per aver quasi contemporaneamente allattato Poldina, preparato Poldino per il nido, dato i croccantini a Shaqui e tutto questo senza sbagliare verbo, complemento oggetto o di termine, arriva quel tenero momento in cui sei con Poldina in braccio e Shaqui accanto a te mentre saluti i due uomini di casa che escono. Peccato che realizzi dopo qualche secondo che in realtà accanto a te non c’è nessun cane, ma un Poldino che sta sudando con giaccone pesante e cappello. Fuori dalla porta c’è Cro che sta per portare al nido…SHAQUI.

Pomeriggio: contentissima perché mentre allatti Poldina, con una mano lanci Pluto a Shaqui e se riesci scrivi pure un post. Peccato che a un certo punto ti senti la mano viscida,  non riesci più a vedere la freccina sul monitor e Shaqui non ti riporta nessun Pluto, ma il tuo mouse.

Sera: fiera di te perché sei riuscita a fare il bagnetto e a  preparare la pappa a Poldino, ad addormentare Poldina e dato da mangiare a Shaqui e sì, ti sei fatta anche una doccia. Peccato  che alla fine invece ti trovi a cantare la ninna nanna al dobermann e i tuoi capelli sanno di CHICCO-PRIMI BAGNETTI.

4 – QUANDO ACCETTI L’AIUTO DI CHIUNQUE

Anche quello di Poldino che vuole tenere il biberon a Poldina e glielo infila nel naso. Anche quello dell’operaio che sta martellando il muro del palazzo e gli chiedi di andare a ritmo almeno si addormenta la pupa. Anche quello di Shaqui che vuole darti una mano a lavare Poldina a slinguazzate.

Captati questi segnali, è ora di ammetterlo: stai andando in TILT.

Che fare quindi? RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE. La bandiera bianca sarà più utile come salviettina d’emergenza che come segnale di resa. Prendi fiato, trova il tempo di fare un’ Haka Maori almeno ogni ora e ritagliati un piccolo spazietto, anche di pochi minuti per fare una cosa che ti piace o che senti necessaria per non far morire gli ultimi neuroni rimasti (nel mio caso è scrivere) e vedrai che supererai anche questa.  Ce la farai.

Detto questo

 Evviva  i Poldini e… VOGLIO UN’ EPIDURALE. ORA.

7 comments

  1. Cri, quella del caffè mi ha fatta morire dal ridere! Ho deciso, se mai dovessi aprire una casa editrice io ti pubblico, sì sì, lo faccio per davvero…. Un abbraccione e sempre in gamba… :-)))))

      1. Fatta tesoro! Siccome è uno dei miei progetti futuri, si sa mai che riesca a realizzarlo… Ti tengo sicuramente presente dovesse succedere… Baciiiii

  2. Ciao, premetto che non voglio fare la talebana dell allattamento perché anche se ho allattato più di due anni sono una fervida sostenitrice della libera scelta di ogni donna di cosa fare delle sue tette!
    Però la frase “il latte non basta” non si può sentire, è indice che ti hanno dato informazioni del tutto sbagliate e che quindi non stai facendo una scelta consapevole.
    Il latte è sempre nutriente e sempre presente. L’unico modo per vedere se si rientra nel 2 per cento di donne affette da agalattia è fare i dosaggi ormonali specifici.

    Il latte sparisce se si inizia a dare aggiunta perché l’unica cosa che stimola la produzione è la suzione. Se il bambino vuole stare tanto al seno non è affatto segno che c’è poco latte, ma è la natura che gli ordina di far così per sopravvivere, sia per aumentare la produzione sia per stare a contatto col calore di mamma.

    Leggi i libri di gonzalez “un dono per tutta la vita” e “besame mucho”, anzi, se vuoi scrivimi alla mail che vedi e sarò ben felice di sostenerti qualunque sia la tua decisione, fermo restando che adesso riguardo l’allattamento hai una grandissima ignoranza non nel senso cattivo ma nel senso che non hai il giusto supporto e al contrario ti hanno detto assurdità colossali di cui ti sei convinta

    1. Ciao! Grazie per il commento. Non so se faccio parte di quel 2%, ma sia mio figlio che io abbiamo carenze ormonali. L’abbiamo scoperto da poco e ho fatto tutte le analisi del caso che sembrerebbero confermare questa cosa purtroppo. “La storia lunga” alla quale mi riferisco è questa ma dovrei scriverci un post a parte. Sono anche andata da una consulente d’allattamento pensando fossi io a sbagliare “modus operandi”, ma non si è risolta la cosa. Poldina non cresceva per niente solo col mio. Non ho smesso di allattare, anzi, continuo a insistere. Ma non basta. Tutto qui. Grazie per i consigli di lettura, ;).

      1. Dovresti fare il dosaggio specifico della prolactine per avere una risposta certa.
        A volte la percezione della crescita è erronea soprattutto se basata solo sui percentile: purtroppo molti pediatri li usano non a scopo statistico, che è il motivo per cui esistono, ma a scopo comparativo per puntare a una performance.
        Presi così sono deleteri perché così come noi adulti siamo diversi, così i neonati. Ognuno ha la sua curva di crescita.
        I segnali di buona crescita non sono tanto peso e lunghezza quanto pannolini bagnati, pelle elastica e rosea non secca e grigia o gialla, vivacità, reattività ovviamente in relazione all’età perché a un mese non si sarà vivaci come a 5!

        La consulente che ti ha detto, per curiosità? Ti ha fatto terrorismo o ti ha sostenuta?

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