COME ADDORMENTARE UN POLDINO…e come uscirne viva.

La Cri - 17 febbraio 2015

Dunque. Poldino cresce, con effetto Slow Motion ma cresce. Più che in altezza (credo oramai abbia raggiunto il suo apice) cresce in larghezza. Quindi è piccolo ma ha la ciccia ovunque, la cellulite sulle cosce e un’invidiabile taglia di regiseno. E’ un bambino zippato, concentrato, una specie di Denni de Vito dei piccoli. E come lui è un comico nato. Fa ridere. Ha delle mimiche facciali che io ancora non ho imparato anzi, le mie non funzionano proprio. Quando con certa gente assumo l’espressione da “OK, L’HAI VOLUTO TUMO TE MENO” mi rispondono “MA CHE CARINA CHE SEI, SEMBRI UNA BAMBOLINA!“.

Lui no, lui quando ti deve imbruttire ti imbruttisce chiaramente mettendo gli occhi a fessura come se dovessero sparare un raggio laser da un momento all’altro, quando deve piangere inizia col labbruccio all’ingìù e gli occhi pure, e quando deve ridere fa esattaemnte l’espressione da OMINOUOVO: occhi da cinesi all’ingiù, braccia alzate e bocca all’insù! A volte ripete queste espressioni una di seguito all’altra: ti imbruttisce, ride, piange. Ti imbruttisce, ride, piange. Io e Shaqui proviamo a stargli dietro ma non riusciamo. Quindi ci guardiamo come per dire.” PRIMA O POI FINIRÀ!“.

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Crescendo è cambiato anche il suo modo di addormentarsi e di conseguenza sono cambiate le nostre tattiche per raggiungere tale obiettivo.

La prassi è questa: tra le  19/19.30 mangia. Si sporca  nonostante i 4 strati di bavaglino, mi ruba il cucchiaio e me lo punta contro come se fosse una bacchetta magica. Ho provato con “EXPELLIARMUS” ma niente, il cucchiaio rimane a lui. Poi, verso le 20,30, dopo avergli tolto la pappa dai capelli (non è che è biondo, quella è crema di riso) provo ad addormentarlo, in genere nel lettone, poi quando è in fase REM, lo metto nel lettino. I modi per addormentarlo sono i seguenti:

1) ASTRO-NANNA: Vicini nel lettone. Luce spenta, stelline cosmiche sparate sul soffitto e musichina ipnotica da sottofondo. Un mix letale….per me. Tempo dieci secondi e io sono lì che russo e lui è con gli occhi sbarrati che fissa le stelle, je dà un nome e risolve quesiti cosmici. Ah si…ogni tanto guarda se mi sono addormentata.

2) LA MANO DEL SANTONE: Qualche mese fa era un metodo infallibile: quando era stanco ma ancora non aveva sonno bastava accarezzarlo seguendo la linea del naso, dalla fronte a giù ed era fatta: li chiudeva e dormiva. Adesso funziona ancora, basta farlo solo quelle 879 volte ed è fatta. Al tuo braccio viene un crampo e il suo si affina sempre di più: ma poi dorme eh!

3) FURRY WALLS: niente a lui je piacciono le cose pelose (che detta così…). Dalla barba di Cro, al pelo (seppur corto) di Shaqui ai miei capelli. Siamo vicini, nel lettone. Le stelle non hanno funzionato, allora mi avvicino con la testa e lui inizia a prendermi ciocche di capelli e accarezzarmele, dalla radice alla punta. E menomale che sono corti. Appena le accarezza inizia a chiudere gli occhi e dopo circa un quartod’ora di carezze, lui si è addormentato, a me son venuti i dred,

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4) CIUCCIO DRY: il ciuccio è quasi sempre una certezza come metodo di addormentamento Poldico. Ma solo in due cirzostanze: A) deve aver pianto prima. E non dico pianterello soft. No no, con quello non funziona: glielo dai e ride. Devo aspettare che pianga un po’più forte e tac: ciuccio soporifero in azione. E’ tutta una questione di TEMPISTICA. Devi aspettare il momento giusto. B) Devo prima averlo bagnato con un po’ d’acqua…anche se ha appena bevuto tutto.

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 Ciuccio normale: no. Ciuccio bagnato: se lo beve tipo ubriacone e si addormenta.  Da qui a inzuppargli il ciuccio di birra è un attimo. Lo sto portando verso la via dell’alcolismo.

E quando alla fine si addormenta arriva il delicatissimo momento in cui devi svignartela senza che si svegli. Questo momento di solito si svolge in questo modo: togli il braccio dai capelli come manco ai campionati mondiali di Shangai, provi a superare te stessa con l’arte della lievitazione maledicendo il piumone che fa rumore a ogni microvomimento e quando ormai sei arrivata al bordo del lettone lo devi fa’: te viè da tossire o starnutire o entrambe le cose contemporaneamente. Eh in quel caso, nel tentativo di starnutire dentro o tossire poco in genere mi soffoco, mi lacrimano gli occhi e non vedo più dove devo andare, inciampo e faccio cadere qualcosa. –ECCO L’HO SVEGLIATO!– Lui si gira e tu ti nascondi sotto il letto. ZITTA, NON TI MUOVERE, SE TI VEDE è LA FINE! Lo spii dal bordo del letto, acquattata per terra come un soldato. FIUUUU, si sta addormentando.

Alla fine, con gioia estrema ti dirigi verso la porta, quando senti…

– DA DA!

Ed è subito Jurassic Park

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(photocredits: http://docmanhattan.blogspot.it/)

“Immobile. Non ti girare, non ti muovere. Ricordati, è come un T-REX, se non ti muovi NON TI VEDE.  Macheccazzo dici Cristina? Siii, sì è così. Fai finta di nulla e non ti muovere! La luce delle stelline non ti aiuta, ma sicuramente con la penombra non ti ha visto. Adesso si addormenta.”

Passa qualche minuto poi ti giri…

DA DA! 

seduto sul letto, con gli occhi spalancati. Che sorride con le gengive. Una scena da Shining.

Quindi ripetere punti 1-2-3-4 in loop random, anche tutti insieme finchè qualcuno non funziona. E per uscire  dalla stanza guardati prima un NINJA-VIDEOTUTORIAL!

Evviva Poldino, evviva le mimiche facciali che non funzionano!

8 comments

  1. Questo Poldino andrebbe parecchio d’accordo con l’Inquilina 🙂 anzitutto anche lei fa “musetto”… E muoio dalla voglia di farle una foto nel mentre (ecco pessima madre, che te metti a fa na foto con tu fiia che piagne?) (ahahah con te posso parlare in romanesco!) e poi credo di aver disseminato in diversi post una serie di aneddoti condivisi… Quello che ancora mi manca e’ riuscire a spostarla dal lettone al lettino, sob!

    1. Ma come si fa a non ridere quando fanno quella espressione che qui chiamano “mescolino”? 🙂 non siamo mai riusciti a trattenerci, non mancando di definirci delle merde per questo. Io poi fotografavo mio figlio quando, all’età di poche settimane, nella sua culla si faceva serio serio, poi cominciava a gonfiare il viso e gli veniva una V sulla fronte dallo sforzo. Stava spingendo ma era troppo buffo 🙂

  2. Io devo confessare una cosa…. sono io quella che ha insegnato a mio figlio a fare musetto… lui lo copia da me, in quei rari momenti in cui mi trasformo in bimba anche io….

      1. Si si, mi diverto da matti quando torno bambina a far ste cose… E i miei due uomini di casa, quello grande e quello piccolo, spesso mi osservano esterrefatti….

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