IO E LUI. CHI ERAVAMO – CHI SIAMO

La Cri - 20 maggio 2016

NOI ERAVAMO

coppia, genitori, mamma e papà

Noi eravamo quelli che lui lui lavorava nell’ ICT e io ero una studentessa universitaria.

Noi eravamo quelli che lui abitava a Roma e io a Milano. In provincia di Milano.

Noi eravamo quelli che lui collaborava con la polizia informatica e un giorno mi contattò per farmi domande sulla sicurezza del primo Messenger di Windows.

Noi eravamo quelli che io, da dopo quel “questionario”, iniziai a incuriosirmi.

Noi eravamo quelli che iniziarono a sentirsi sempre più spesso. Per giorni, settimane, mesi…anni.

Noi eravamo quelli che pensavano solo al presente.

Noi eravamo quelli che si sentivano a distanza e si vedevano a km zero. Una, due volte al mese.

Noi eravamo quelli che lui un giorno, mi chiese di raggiungerlo a Roma, fissa.

Noi eravamo quelli che io, il giorno dopo, dissi di sì

Noi eravamo quelli che lui venne su e come nel “Padrino, si presentò ufficialmente alla mia famiglia e li convinse.

Noi eravamo quelli che anche se di dubbi ce n’erano molti, o rischiavo di andare a prendermi la felicità lì, a 20 anni, o non l’avrei mai più fatto. Dovevo rischiare. Lo volevo fare. Volevo conquistarmi la libertà di poter dire un giorno “forse ho sbagliato tutto“, se fosse andata male, e non chiedermi per tutta la vita “cosa sarebbe stato se“.

Noi eravamo quelli che vivevano in un monolocale di 27 metri quadri. Nessuna porta da sbattere in caso di litigate. In quel monolocale ci siamo stati un anno e mezzo. Lui lavorando, io finendo i miei studi ” a distanza”, laureandomi a dicembre senza andare fuori corso.

Noi eravamo quelli che hanno cambiato casa e nel mentre io cercavo lavoro

Noi eravamo quelli che mentre lui mi incoraggiava, io, dopo 5 mesi di nessuna risposta, decisi di non essere più choosy iniziando a fare la commessa.

Noi eravamo quelli che per 4 anni quando avevo i turni di chiusura e finivo alle 21, si mangiava alle 22.

Noi eravamo quelli che per 6 mesi l’anno, con la bella stagione, si faceva l’aperitivo sotto casa.

Noi siamo quelli che in meno di un anno sono stati a Praga, Barcellona e in Irlanda, facendo tutto il giro della costa on the road e tuffandosi in un gelido oceano per colpa di una sfida che ci aveva lanciato mio papà.

irlanda, cliffs of moher

Noi eravamo quelli che la domenica, se avevo chiusura, mi passava a prendere e andavamo fuori a cena. E di cene fuori ne facevamo due, tre a settimana. Birra  e pizza, o birra e panino. Non ero choosy per niente col cibo.

Noi eravamo quelli che d’estate mi veniva a prendere al lavoro in motorino, chiesto in prestito alla sorella in vacanza,

Noi eravamo quelli che passavano i pomeriggi liberi al parco a correre.

villa ada, coppia, mamma e papà

Noi eravamo quelli che se io al suo compleanno, a fine maggio, gli regalavo una “Smartbox Adrenalina”  lui decideva di usarla invece per regalare a me, il mese dopo, per il giorno del mio compleanno, un giro per i colli senesi su una vespa anni ’60. Tenendomelo nascosto fino alla mattina stessa. Sole, caldo, quel caldo bello e piacevole, vino e Toscana. La sera birra e hamburger nel locale sotto casa, all’aperto, a vedere la semifinale degli europei di calcio, vinta 2 a 1 contro la Germania. Noi eravamo quelli che resero quel giorno, quel 25 giugno 2012 uno dei più bei giorni della mia vita.

Noi eravamo quelli che un anno dopo  si trasferirono di nuovo, sempre nello stesso quartiere, in una casa meno carina e meno “calda” di prima.

Noi eravamo quelli  che, dopo pochi mesi nella nuova casa, un 19 marzo 2013 abbracciarono un “diversamente piccolo” cucciolo di dinosauro a  forma di dobermann. Lo chiamarono Shaquille O’Neal.

Noi eravamo quelli che sapevano tutto sugli animali e avevano molti punti di domanda sui bambini.

Noi eravamo quelli che quell’estate 2013, fissarono due lineette su un test di gravidanza.

Noi eravamo quelli che il 20 marzo 2014 divennero per la prima volta genitori. Il 13 ottobre 2015 lo divennero nuovamente.

 

NOI SIAMO

Noi siamo quelli che arrivano la sera distrutti, nervosi e stressati. Che finiscono la cena entro le 21. Che le 23 sono lo nuove “ore piccole”. Siamo quelli che la Smartbox Adrenalina è diventata un “cambio pannolino pieno di cacca” e che le finali di calcio se ci sono, ci dimentichiamo di guardarle. Siamo quelli che lui si è messo in proprio e io ho lasciato il mio vecchio lavoro in cerca di altro. Siamo quelli che ora pensano al presente preoccupandosi per un futuro. Siamo quelli che litigano spesso, tanto, a volte troppo. Siamo quelli che certi giorni pensi di essere arrivato al punto di pensare “forse ho sbagliato tutto“. Quel punto che ti eri voluta conquistare. Siamo quelli così diversi per certi aspetti, così simili per tanti altri. E a volte ci si scontra, e ci si fa del male con quelle parole così potenti. Altre volte ci si corre incontro e ci si abbraccia con quegli sguardi, altrettanto potenti.

Noi siamo quelle due persone stanche e forse un po’ invecchiate e disilluse, ma che ancora amano passare il loro tempo libero al parco. Correndo di meno, respirando di più. Noi siamo quelli che amano ancora gli animali, uno in particolare e da due anni amano anche due bambini. Sui quali i  punti di domanda non sono svaniti, ma moltiplicati. Ma insieme a quelli sono arrivati punti esclamativi, quelli che di solito vengono dopo il “WOW”.

Noi siamo quelli che, quando si arriva a un punto basso, ma molto basso, lasciano passare un po’ di tempo. Un tempo pieno di dubbi e di domande senza risposta. Un tempo che a me basta per guardare certe foto, ricordare alcune giornate, e….sentire loro. Loro che ridono. Poldino nel suo modo così buffo e Poldina che lo fa di riflesso al fratello.

Noi siamo quelli che, nonostante il periodo non sia dei migliori, sanno di farcela. Basta solo iniziare con un caffè. Un buon caffè.

Noi siamo quelli che non viaggiano da un po’, da un bel po’. Ma che appena possono riprenderanno a farlo.

Noi siamo quelli che, anche se a volte non se ne accorgono, non hanno lasciato da parte quelli che erano. E’ per questo che tutto sembra così più faticoso.

Noi siamo quelli che sanno di aver corso il rischio di essere felici. E come ogni rischio che si rispetti, può andare bene e può andare male.

Noi siamo quelli che insegneranno ai poldini a correre lo stesso rischio.

Noi siamo quelli che, se i propri figli saranno felici anche solo tentando di andare a prendersela quella felicità così ambita, non potranno mai dire “HO SBAGLIATO TUTTO“.

Noi siamo quelli con tanti bicchieri rotti e porte sbattute, ma ancora tanti sogni in testa. Sogni che prevedono anche l’altro.

Noi siamo quelli che, un giorno, spero, ritorneranno su due ruote per un viaggio on the road. Con più rughe e qualche acciacco.

 

Una foto scattata dai figli commossi e imbarazzati  e via…SI PARTE.

vespa, coppia, mamma e papà

 

Noi siamo quello che noi eravamo. Solo con qualche “emergenza caffè” in più

 

Evviva i Poldini, evviva il caffè, evviva chiedere subdolamente di fare un viaggio on the road in un prossimo futuro.

 Evviva noi.

 

 

 

3 comments

  1. Come sempre sei una forza della natura e quella ciurma che hai in casa lo sa perfettamente anche se a volta sembra di no, ne sono certa <3 ti voglio bene

  2. Mi ritrovo in tanti passaggi. Soprattutto nell’accettazione del rischio. Ci vuol coraggio per amare e ne avete da vendere, a quanto pare!
    Un abbraccione.
    Ketty

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