C’ERA UNA VOLTA LA NONNA ROMANICA

OminoUovo - 27 agosto 2014

– Insomma allora partite per due settimane eh? Dove andate di bello?

– In Abruzzo, a Silvi Marina, abbiamo trovato un residence dove può venire anche Shaqui

– Carino dai? Solo voi?

– Sì……..e la sucr,,

– Eh chi?

– la scr,…

– Chi?

– La suocera.

L’espressione che seguiva, a chiunque l’abbia detto, diceva chiaramente questo: “COOOOOSA??? MA SEI SICURA???“.

No, non ne ero sicura, non lo sono mai stata, e quelle espressioni compassionevoli di certo non aiutavano. Era capitato un pomeriggio di giugno. Distrutti e stanchi da quella bomba atomica a forma di Poldino di tre mesi, stavamo pensando alle vacanze e avevamo trovato questo residence fronte mare che accettava cani (di tutte le taglie). L’idea di farla venire sembrava sensata perchè avevamo bisogno di qualcuno che, almeno per quelle due settimane, ci aiutasse un po’ con Poldino.. Giusto per poter fare un bagno insieme, o una passeggiata mano nella mano soli. Io e lui

Convinti gliel’abbiamo chiesto e convinta lei ha accettato.

Dimenticai la cosa fino a due giorni prima della partenza quando la mia mente cominciò a metabolizzare. Ogni volta che mi veniva il dubbio mi ripetevo “Ma sì, vedrai…vi darà una mano e non te ne pentirai“. Ma era talmente debole la mia abilità ad autoconvincermi che il giorno della partenza ho chiesto a lui se gli andava di rimanere a Roma.

Dai amore, guarda che Roma è bella ad agosto, il sole, il caldo, l’asfalto, le saracinesche abbassate, IL NULLA. Sarà bellissimo anche rimanere qui, Non c’è bisogno di partire. Anzi, chiama tua mamma, Digli che non andiamo più.

Ma non funzionò.

Quando siamo partiti ero nel sedile dietro incastrata tra l’ovetto e la 798esima valigia. Davanti lui e lei. Dietro io col broncio.

Sembravo una bambina di ritorno dalle sue vacanze, invece ero io, una mamma, IN PARTENZA PER LE MIE !

Vado d’accordo con lei, è una persona tuttofare, instancabile, con un’energia che ad avercela pagherei oro. Solo che due settimane di convivenza mi facevano un po’ paura e il motivo era uno solo: è la NONNA e sa di ESSERLO! Non sono abituata ai nonni. E’ una mia mancanza. Da piccola i miei nonni potevano tenermi poco, li vedevo per un pranzo veloce il sabato a casa nostra. Non ho mai vissuto la nonnitudine italica di cui tanto si parla e in questi mesi da mamma non he potuto tanto usufruirne, La nonna Rock abita 600 km a nord, la nonna italica ha già altri nipoti che la tengono impegnata. E la cosa mi andava bene così. Non ne ho mai sentito il pieno bisogno.

Passare quindi due settimane con la portabandiera della NONNA ITALIANA, per aggiunta ROMANA, (detta quindi ROMANICA) una di quelle che se te deve dì ‘na cosa te la dice e che prima di essere nonna è stata mamma, come lo sei tu ora, faceva paura. Molta. 

Ma mi sbagliai.

Mi aspettavo di passare le vacanze segnando i giorni trascorsi, tipo carcere, invece grazie a un po’ di pazienza mia, comprensione sua e il ruolo da GIUDICE DI PACE di lui la cosa funzionò e andò bene e ho potuto studiare e comprendere quali sono  le peculiari caratteristiche di una nonna romanica e i conseguenti comportamenti da adottare.

  • Con la nonna romanica non ci sarà bisogno di uscire la sera a mangiare quando non hai voglia di cucinare perchè i piatti che prepara lei fanno invidia a quelli della Sora Lella dell’isola Tiberina
  • La nonna romanica sopperirà alle tue dimenticanze. Se ti sei dimenticata il ciuccio, lei ne avrà due in borsa

Ma dove li hai presi’?

“Eh, me ne tengo sempre un po’ in borsa, da sempre.” (leggi. so che te li dimentichi quindi….)

  • Con la nonna romanica, il tragitto casa-mare sarà meno noioso perché lo passerai rispondendo al questionario tattico del l’HAI PORTATO

l’hai portato il latte?

l’hai portati il thermos?

I pannolini?

il cappellino?

il cambio?

i ciucci?

E a te pare de giocare al gioco “SI O NO” di Tira&Molla, mimi le cuffie alle orecchie e rispondi a casaccio. Tanto se è NO la nonna romanica ha sempre un rimedio.

  • Mary Poppins alla nonna romanica je fa un baffo. Come detto sopra, ha sempre un rimedio. Se di colpo il vento del Nebraska fa un salto a Silvi Marina e l’unico asciugamano che copre Poldino è bagnato lei non si perde d’animo e UALà: il suo pareo doppio-strato nascosto in una delle mille tasche della sua capiente borsa diventerà un comodissimo vestitino giacca e cravatta visto anche alle passerelle di PITTI BIMBO. e dira pure “A MERI POPPPPPINNNNZ….guarda e ‘mpara
  • La nonna italica potrà darti le stesse soddisfazioni che ti dà  Poldino quando le farai vedere che molte delle sue mille preoccupazioni sono infondate. Se assiste al suo primo bagnetto nel canotto e spaventata ti dice “NOOOO, LE ORECCHIE NELL’ACQUA NOOOOO”  falle vedere che SIIII, INVECE SIII E GUARDA COME SI DIVERTE! Lei all’inizio non capirà, poi stupita ti sorriderà felicissima e la vedrai le volte successive maneggiarlo nell’acqua tenendolo appeso a testa in giù tipo biscotto inzuppato nel latte.
  • La nonna romanica non accetta il pianto del nipote. Se piange ha PER FORZA qualcosa che non va e quasi sempre la risposta per lei sarà “VUOLE ESSERE PRESO IN BRACCIO“. Care nuore o presunti tali non temete. Spiegatele con calma che anche i 5mesenni a volte piangono, e se stanno piangendo mentre gli cambi il pannolino merdolino forse prenderlo in braccio in quel momento, quando ancora non hai finito di pulirlo, non è una cosa saggia
  • la nonna romanica ti farà scoprire nuovi mondi. Non avresti mai creduto che un body sporco di cacca non è destinato al rogo come pensi tu, ma può ancora vivere se lavato in un certo modo.
  • Quando arrivano quei momenti imbarazzanti e inevitabili in cui ti dice che LEI QUELLA COSA LA FAREBBE DIVERSAMENTE, o addirittura CHE NON ANDREBBE FATTA, rispondile con un cordiale e poco sincero “ME L’HA DETTO LA PEDIATRA“. Capirà. perplessa, ma capirà. Ma attenzione che se la nonna romanica è romanica per davvero alla terza volta che le darete questa risposta vi dirà “AO, MA STA PEDIATRA ME PARE ‘MPO NA BUFFONA, CAMBIALA“.
  • La nonna romanica sarà ben contenta se le dirai “Andiamo a farci un bagno, puoi stare con Poldino?” e grazie a lei correrai con lui a divertirti con quel mare mosso che tanto adori. Aspettare l’onda. Prepararsi ad essere trascinata dal suo vortice. Fare la capriola sott’acqua sentendo il rumore delle “bolle”. Non capire più dove sta il sopra e dove sta il sotto. Risalire con un giramento di testa senza sapere se ne sta arrivando un’altra e se la vedi…pronta a iniziare tutto da capo e ancora e ancora e ancora e se ti verrà il pensiero che forse è ora di uscire guarderai a riva, dove c’è lei, che ora è nonna ma è stata mamma e sa quali sono le cose difficili e quali quelle belle. La vedi felice con Poldino (stranamente in braccio) felice pure lui. Allora ti rilassi, guardi Cro e guardi il mare…

“DAI PREPARATI CHE NE STA ARRIVANDO UN’ALTRA!”

e tra le bolle la ringrazi.

 

Evviva Poldino, evviva il mare mosso.

7 comments

  1. Averne avuta di suocera cosi’…se dovessi valutare da uno a dieci l’aiuto di genitori e suoceri quando voi eravate piccoli direi “UNO”. Fortunatamente c’era la zia Franca.

  2. Tu non mi vedi ma sono in piedi per una standing ovation! 😀 bellissimo, raccontato magistralmente e soprattutto vero! Non ho nonne/suocere romaniche ma certi comportamenti sono veramente caratteristici (di mia madre, perché la suocera è francese e lì i comportamenti sono molto diversi da quelli italiani). Quando hai scritto del bimbo che piange mi è venuta in mente mia madre. Che mentre magari stiamo giocando a carte e i pargoli dormono ad un tratto alza la testa come un gatto che ha sentito muovere il cancello. “Si è svegliato/a!” Nooo, e ora? Tocca ammazzarlo/a. Ah, no, giusto. I bimbi si riaddormentano 🙂

    1. Ahahahaha ecco, sarei curiosa di sapere come si comportano le nonne d’oltralpe! La mia bisnonna era francese ma non l’ho mai conosciuta e non so una parola di francese.

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