CARA PANZONA NUN ME FREGHI

La Cri - 10 settembre 2015

dobermann, bambini e cani

Cara panzona nun me freghi.

Sì hai capito bene, ho detto panzona. O te magni un cocomero intero al giorno o quella è una PANZA DA GRAVIDANZA vera e propria. Non ce l’avevi mica quando aspettavi Poldino, ma ora lo so. Ora so cosa nascondi lì dentro.

Cara panzona nun me freghi. 

Forse credi nessuno se ne sia accorto e forse è davvero così. Ma io ho un fiuto di un segugio, lo sai. Te lo leggo in faccia che hai qualcosa che non va. Che non sei serena come prima che aspettassi quel “LANCIA TUTTO” che ancora non cammina da solo. Sorrisi tirati e pianti nascosti. Credi che io non ti veda? Credi che io non ti senta?

Cara panzona nun me freghi.

Forse riesci a ingannare gli altri, ma non me. Non col cervello che mi ritrovo. Quello che secondo gente “del mestiere”a 7 anni vada in cortocircuito. Che cresca troppo rispetto alla scatola cranica. Quanto mi fate ridere voi umani, sempre a inventare storie e leggende quando non riuscite a trovare spiegazioni logiche. Ma ritorniamo a noi…

Cara panzona nun me freghi.

Ho capito benissimo cosa provi. So a cosa stai pensando. TU HAI PAURA. Una paura astratta e concreta di quello che ti aspetta. Perchè ora lo sai cosa ti aspetta. O quanto meno riesci già a immaginartelo. E hai paura. Hai paura di non riuscire a reggere la stanchezza, lo stress, le notti insonni. Hai paura di ripetere gli stessi errori, se di “errori” si tratta, che hai fatto con Poldino. Hai paura di non essere pronta a un altro drastico cambiamento di vita. Hai paura che della TUA di vita, non ci sia più traccia. Hai paura che se con un figlio fosse ancora comunque tutto possibile e fattibile, non lo sia più con due. Hai paura DI NUOVO, di lasciarti indietro, di dimenticarti. Di dimenticare i tuoi sogni, le tue ambizioni. Di dimenticare  quanti e quali viaggi vorresti tanto fare. Dimenticare i luoghi che vorresti conoscere. Hai paura della solitudine. Di rimanere sola a gestire una situazione più grande di te. Hai paura di quello che pensi. Che non sei pronta e non lo sei mai stata.

Cara panzona nun me freghi.

No, non riesci. Perchè io ti ho capita benissimo. Pensi che le stesse paure non le abbia avute anche io? Pensi che quando è arrivato il biondino che mi ruba sempre Pluto non abbia avuto insicurezze e timori anche io? Ti sbagli. Pensavo a cosa sarebbe cambiato nella mia vita e avevo paura. Non mangiavo più, ricordi? Pensavo che col tempo mi avreste dimenticato, lasciato in disparte. Pensavo che i miei sogni e le mie ambizioni sarebbero andate persi. Quali sogni? Essere amato da voi, essere parte del vostro branco, proteggervi, vedervi crescere. Quali ambizioni? Che domande: addestrare PLUTO E POLDINO. Avevo paura non vi fidaste di me, di come potevo gestire la convivenza con una creatura così piccola. Una creatura che non conoscevo, che mi spaventava, ma che sapevo avrei amato e che lei avrebbe amato me. Un nuovo amico da far crescere a cui insegnare come si gioca, come si rispettano quelli come me, come non aver paura del mondo.

Cara panzona nun me freghi.

Eh no. Non ti lascerò danzare in questi tuoi pensieri. Perchè tu ha hai fatto di tutto per non farmi crogiolare nei miei. Hai continuato a darmi amore, fiducia, tempo e mele. Oh si, le mie adorate mele non sono mai scomparse. Mi hai dato la possibilità di insegnare al quel piccolo Mowgli poldico come si sta a 4 zampe, (purtroppo 2 sole non riesco) come si mordono le pantofole e peccato…mi hai fermato quando volevo insegnargli a mangiare i croccantini! Non capisco perchè, ma fa niente. Insomma non mi hai mai abbandonato e ci sei sempre stata.

dobermann, bambini e cani

E ora,

ora che so che sta per arrivare un altro cucciolo d’uomo non ho più paura. So che non mi abbandonerai.

Ma stavolta voglio fare qualcosa io per te. Voglio dirti che nemmeno io ti abbandonerò. Voglio assicurarti del fatto che non sarai mai sola e che se arriverà il momento in cui  non riuscirai più a trovare fiducia in te stessa, sarò io che te la darò. Ho fiducia in te, cara BIMBA-PANCIA, che non si sente ancora donna e men che meno mamma. Ho fiducia nella tua forza nascosta. In confronto a te un CAVALIERE JEDI è ‘na pippa. Senza saperlo e magari anche incoscientemente te la sei sempre cavata. E il sorriso, quello vero e non finto e tirato, sei riuscita sempre a ritrovarlo, raggiungerlo e conquistartelo. Hai più volte dovuto cambiare piani, sentieri, strade… ma cazzo non so come ci riesci, sei riuscita sempre a rendere TUE tutte quelle che hai percorso. E così sarà di nuovo. Sarà difficile, faticoso, stancante. Avrai momenti in cui crederai di perderti, di cadere e non riuscire più a rialzarti. MA CI SONO IO. Io che ti rialzerò. Come? Aggrappati al mio guinzaglio e lanciami Pluto.

Vedrai come volerai.

E ora scusa, ho un Poldino da addestrare:

“DAJE POLDINS, MORDI LA CIABATTA  DI MAMMA E FALLA IN MILLE PEZZI!”

P.s. per i viaggi non preoccuparti. Prendiamo una roulotte: io guido e voi state dietro.

Con affetto, Shaqui.

Evviva Poldino, Evviva Pluto, Evviva la Shaquitudine.

 

7 comments

  1. Carissima, questo è un post tanto dolce quanto vero. Quante volte durante la prima e la seconda gravidanza ne abbiamo parlato io e mia moglie, delle paure che nascono in una coppia ma ancora di più nel cuore di una donna, che alla seconda gravidanza sa già che arriverà il momento in cui si sentirà solo una mucca da latte annientata dalle mille cose da fare. Che, sì, con il secondo sono più faticose perché c’è un “primo” da tenere a bada.
    Non ti dirò cazzate, non ti dirò che il secondo scivola via come l’olio. Non te lo dirò perché non sei sciocca e ovviamente tante cose le sai già ora prima di fare il bis.
    Però ti dirò che mai come in queste occasioni mi rendo conto del perché la natura abbia scelto le donne per il parto (Grazie Madre Natura, hai un caffè pagato, ndr): perché voi donne riuscite nel momento del bisogno a moltiplicare le vostre forze a tirare fuori sorrisi in situazioni in cui un uomo tirerebbe fuori la pistola (verso di sé o gli altri, dipende).
    Stai attraversando un momento di paure che magari in sé, singolarmente, possono essere diverse da donna a donna, ma che in generale sono le stesse che ogni futura mamma si trova ad affrontare col primo o col secondo parto. Sì, il rischio di annullarsi c’è e per un periodo è così. Ma per quanto ci siano i momenti in cui pensi “Quanto invidio le coppie che se ne vanno a prendere aperitivi alle 9 e che possono dormire fino alle 10 la domenica”, ci sono anche quelli in cui guardi negli occhi ciò che hai creato e per quanto tu sia stanca, stremata, con i capelli da Maga Magò, pensi “Ma ‘sti gran cazzi!!!” e ti ricarichi coccolata da quelle braccine cicciute.

    Daje Cri che sei la mejo!!!

    1. Ok. Mi hai fatto piangere. Grazie Lello! Sempre il TOP anche nei commenti. Se vedi Madre Natura per il caffè avvisami che ho un paio di cosette da riferirle…

  2. Che dire, ha già scritto tutto Lello e mi sono quasi commossa anch’io!! Ti posso solo mandare un abbraccio virtuale e dirti che se vai da Madre Natura per favore chiamami che vengo con te ….

  3. Mi sei piaciuta. Shaqui ha perfettamente ragione e… cavolo non ce lo facevo così poetico! Mi sono commossa anche io! 🙂
    Io e te abbiamo un caffè in sospeso dalla nascita di Poldino… sarà ora che ce lo prendiamo no?
    Così mi racconti cosa dirai a Madre Natura. 🙂

  4. Straordinario! E vedrai, ce la farai anche questa volta. Ti conosco, la determinazione non ti e’ mai mancata. Non ti nascondero’ che ci sara’ stanchezza, che portera’ con se’ la paura di non farcela, ma la supererai, vivendo un giorno alla volta e affrontando i problemi uno alla volta. E i sogni rimangono, altroche’ se rimangono! Forse non riuscirai a realizzarli tutti, e non quando vorresti, ma ne basta uno, uno soltanto, e vedrai che ti dara’ cosi’ tanta gioia e tanta carica da voler ricominciare ancora.

  5. La tragedia della vita non è non raggiungere i sogni, ma non avere sogni da raggiungere
    Affronta la realtà con la tua solita forza, ma continua a sognare

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