1 ANNO d.P.

La Cri - 20 marzo 2015

 20 marzo 2015. UN ANNO.

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Questo sarebbe il momento di scrivere cose della serie  “GIÀ UN ANNO!”, di raccogliere i ricordi di quel giorno  e stilare un resoconto di questi 12 mesi. Il momento di aprire i cancelli al sentimalismo dell’AMORE DI MAMMA.

Ma no, non credo lo farò. Non così, a comando.

Io mi accontento di sottolineare che oggi, 20 MARZO, è una giornata particolare in tutti i sensi

  • Oggi, 20 marzo, inizia la primavera. E no, non è un errore. Dal 2014 al 2020, l’EQUINOZIO, quella “MAGIA”  per la quale l’orbita della Terra fa sì che i raggi solari siano perprendicolari al TROPICO DEL CANCRO sarà il 20 MArzo e non il 21. La “colpa” è del calendario gregoriano, leggermente imperfetto. Io sarei propensa a dare la “COLPA”, una bellissima colpa, a te Poldino.
  • Oggi, 20 marzo, ci sarà un’eclissi di sole in piena regola. RIPETIAMO: UN ECLISSI SOLARE! Una cosa che si vede con la stessa frequenza del 60 express la domenica mattina.
  • Oggi, 20 marzo, a quanto pare si festeggia in tutto il mondo la GIORNATA MONDIALE DELLA FELICITà.  Istituita dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 2012.

Insomma, che dire: HAI VOLUTO FA’ LO SBORONE! Non solo da quando sei nato cambi l’inizio della Primavera, ma guarda poi che regali che ti fanno! Ti regalano UNA CONGIUNZIONE ASTRALE! Pensavo di regalarti una stella col tuo nome, STELLA POLDINO, ma a sto punto pare tanto una cosa da barboni.

Ecco perchè mi faccio da parte e lascio la parola a te, Poldino.

” Eccoci qui, donna-bambina.

Ancora insieme, dopo un anno in questa nuova stramba vita. Nuova per me e nuova per te. Straniti entrambi da un CAMBIAMENTO RADICALE più grande di noi. Io, che dovevo imparare a vivere, letteralmente. Tu, ancora bambina dentro, che dovevi imparare a fare la mamma,da zero. Siamo sinceri, non è stato IL CLASSICO AMORE A PRIMA VISTA, con il relativo istinto materno che viene in tuo soccorso. Tu spaesata che non sapevi da che parte iniziare, affrontando i primi problemi di “UN CUCCIOLO D’UOMO“. io che non aiutavo,  che non ne volevo sapere di venire a casa con voi e me ne sono rimasto in ospedale per un po’ di giorni e che, infine, non avevo tutta sta voglia di faticare con le tue tette (MINUSCOLE TRA L’ALTRO…te lo devo dì).

Ma abbiamo insisitito e ci siamo dati una chance. Molte chance. Ci siamo corteggiati. Il primo giorno fuori dall’ospedale mi hai invitato a prendere un aperitivo (anche se forse avrei preferito dormire) e io le notti ti cantavo serenate. Ho capito solo dopo 3 mesi però che non erano di tuo gradimento.

Abbiamo avuto bisogno del nostro tempo per conoscerci, per intenderci, per far combaciare il più possibile il mio linguaggio col tuo. I miei biosogni coi tuoi. Nessuno dei due è rimasto indietro. E nessuno dei due ha lasciato indietro sè stesso. Sei riuscita a tenerti stretta quello che era il tuo VIVERE POLDA, con alcuni cambiamenti di orari e alcune responsabilità in più, alcune scelte coraggiose che avresti fatto indipendetmente da me. Da sola, senza nonni a portata di mano, ancora bambina, sei riuscita da zero a diventare una NEOMAMMA A LIVELLO AVANZATO, aggiungendo di volta in volta scoperte e soluzioni fai-da te. Le ultime? Se non tu non avessi mai provato ad “appendermi” non avremmo mai scoperto che sono già capace di stare eretto. Ora mi appendo da solo. E questa settimana che non stavo bene e non mangiavo hai trovato un modo tutto tuo di farmi aprire la bocca: mi tieni in braccio, come se dovessimo fare il cavalluccio, e mi “pigi” la guanciotta col dito, funziona! Tu pigi io TAC, apro la bocca e mangio. Tu pigi e io mangio. Ahahah, divertentissimo vero?

e pure io  sono riuscito a crescere e imparare un sacco di quelle cose che mai, come il primo anno di vita, si apprendono. Cosa?

  • Respirare, per prima cosa. Ricordandosi di farlo anche mentre si piange disperati (fidati, all’inizio non è così intuitivo)
  • bere latte, materno o artificiale, non stiamo qui a discuterne. Per uno che non l’ha mai fatto è una cosa grande.
  • Muovere la testa, apprendere il potere, solo mio e di Shaqui, di portarsi tutte e quattro le zampe i in bocca,  e capire che le mani si aprono, si chiudono, afferrano cose, tirano capelli e sono devote al LANCIO DE- LA QUALUNQUE.
  • Iinziare a stare seduto, rotolare su un braccio a pancia in giù come un pallavolista professionista, (tsè, a che serve sta cosa del gattonare?) e da poco…ad aggrapparmi e a stare in piedi. Appeso sì, ma sono Poldino Erectus ora.
  • Capire come funziona la lingua e la voce per produrre suoni che non siano pianti. Scoprendo che mi piacciono. Dico un “DA-DA” da madre lingua e, non so se te ne sei accorta…sto dicendo anche quell’altra cosa. Sto dicendo MEMME! Ho l’accento barese! Te piace l’idea!? Io POLDINO, tu MEMME!
  • Ho conosciuto e interagito con LE PERSONE. Una quantità tale che non sarà mai più raggiungibile negli anni futuri. Prima in pancia conoscevo a malapena me stesso. Se pensi quanto possa essere stancante per un adulto, figurati quanto lo possa essere per me.

Ma c’è una cosa che più di tutti abbiamo imparato a fare, e lo abbiamo fatto insieme.  Anzi, forse te l’ho insegnata io. Abbiamo imparato a sorridere e ridere. Sempre e comunque (tranne quando cado di culo) per le piccole cose. Mi fa ridere quando ti nascondi dietro la porta e ricompari all’improvviso, mi fa ridere lanciare le cose che mi dai, mi fa ridere vedere Shaqui che rincorre Pluto, mi fa ridere quando mi lanci per aria (con quel secondo di terrore prima di riafferrarmi), mi fa ridere quando dici “NOOOOOOO”, mi fa ridere quando mi dai il mio gioco preferito: i fazzoletti di carta. Mi fa ridere quando canti i Queen, mi fa ridere quando balliamo i Queen.

E tu, fai come me: guardi e impari. Mi copi. Io rido, tu mi osservi e ridi di conseguenza. E ridi come se non l’avessi mai fatto prima, o almeno non in questo modo. Non per cose così PICCOLE.

E allora ricordati MEMME, ricordati di queste mie parole e ricordamele tu, un giorno, quando mi servirà.

Perchè se solo tutti voi adulti vi ricordaste delle mirabolanti conquiste fatte il primo anno di vita, di quella forza nascosta tirata fuori, della curiosità immane che vi ha spinti a scoprire che tutto sembra IMPOSSIBILE, finchè un giorno si riprova e ce la si fa, e se solo vi ricordaste di quanto possa rivelarsi divertente e meravigliosa anche quella cosa che voi definite tristemente “banale” e “scontata”.. se solo fostecapaci di ricordarci TUTTO QUESTO, saremmo in grado di affrontare il resto della nostra vita nel modo migliore e felice possibile. Non saremmo alla spasmodica ricerca di conferme, di certezze, di passatempi o ammazzatempi sempre più trasgressivi  per alzare quell’autosima che la società che avete inventato tende a distruggervi.  Ricordatevi chi eravate e cosa siete riusciti a fare il vostro primo anno di vita e questa, istantaneamente vi si mostrerà migliore. E vorrò ricordarmelo anche io, quando crescerò e avrò l’animo più disilluso.

E tu MEMME,  ricordati anche cosa sei riuscita a fare da sola in questo mio primo anno. Hai avuto una specie di ripasso. Hai tirato fuori forze che non credevi di avere. Hai avuto la stessa mia curiosità nell’imparare cose nuove e pensavi impossibili. Hai fatto i TUOI PRIMI PASSI…da mamma. E in attesa di fare i miei, ti dico… PER FAVORE, LANCIA PLUTO A SHAQUI CHE è MEZZ’ORA CHE TE STA A GUARDà!”

evviva Poldino….e BUON COMPLEANNO.

24 comments

  1. Buon compleanno a Poldi no e buon compleanno a mamma-Cri, perché oggi è, in qualche modo, anche il tuo compleanno!
    E non vorrei dirti…ma mi hai fatto commuovere! E hai ragione, ragione e ragione!

    1. Grazie Julienne (niente, adoro pronunciare il tuo nome)! Hai ragione è anche io mio Non-compleanno. Quello da mamma. Tu e “Il punto di Lello” siete ormai entrati a piebo titolo nella famiglia 2.0 che è nata da qui e Poldino non può che appezzare tantissimo i tuoi auguri! Vi manda un sorriso da Ominouovo.

  2. Auguri a Poldino, che ha un sorriso che vale più di mille parole. Sono tornato a casa e mia moglie mi ha chiesto: “Hai letto il post di Ominouovo (fatti cambiare il nome sulla carta d’identità, ndr)? Mi sono commossa”. Io l’ultima volta che mi sono commosso è stato per i crostini di fegatini della mamma, però devo dire che anche il tuo post non è male 😀 Scherzi a parte tantissimi auguri non solo a Poldino, ma anche alla sua mamma, al suo papà ed a Shaqui!

  3. Omina è più stupendo del solito questo post! E quello che dici alla fine, ops, quello che Poldino dice alla fine, è così vero… ed è un raggio di sole in questa giornata in cui il morale non è al top

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